Politica

La luna di miele col governo Meloni sta finendo: ecco i segnali

I dati delle elezioni amministrative dimostrano che la luna di miele tra gli elettori e la Meloni non è ancora terminata, anche se si nota una ripresa del Pd, mentre i 5 stelle sembra che si avvicinino sempre più al loro tramonto.

Il dato più importante comunque è che la situazione attuale non sembra che possa favorire la continuazione del sostegno popolare a questo governo. Appare chiaro infatti che, se da un lato gli italiani sono ancora distratti e scarsamente informati, d’altro canto cominciano ad accumularsi gli elementi in base ai quali si può prevedere che il governo della Meloni sta per cominciare la sua fase discendente.

Infatti non deve sfuggire che, per un verso la politica posta in essere da questo governo, andando incontro ai desideri più disparati, agisce in pieno in contrasto con il bene comune.

Si pensi ai condoni, alla flat tax, alla politica fiscale che elimina le imposte persino sul calcio-balilla e i flipper, e al fatto che Salvini non si è frenato, a mo’ di vendetta, nel dar libero sfogo alla sua gioia per l’uscita dalla Rai di Fazio e Litizzetto, mentre la Meloni, a proposito del presidenzialismo, ha affermato che sentirà tutti, ma che comunque si farà come lei impone. Sono questi atteggiamenti di predominio che dimostrano impreparazione politica e che certamente non ripagano alla resa dei conti.

D’altro canto infuria il maltempo a Rimini, Riccione, Cesena e altri luoghi della Romagna, dimostrando che ormai la situazione climatica è fuori controllo ed ha forse superato il punto di non ritorno, mentre esigui e non adeguati sono i provvedimenti in proposito adottati nel Pnrr.

Peraltro in tutto questo è da sottolineare che l’azione del governo non tiene in nessun conto l’importanza che ha il tener fermo il valore supremo della Costituzione e delle leggi. Infatti la Costituzione è calpestata come se non esistesse e la modifica del codice di diritto penale si preoccupa più di salvaguardare i delinquenti anziché proteggere il Popolo dalle organizzazioni mafiose.

Si pensi a cosa ha in mente Nordio sulle intercettazioni e l’abuso d’ufficio. E si tenga presente che l’abolizione di quest’ultimo reato impedirebbe di perseguire i comportamenti commessi da un pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio, ovvero arreca ad altri un danno ingiusto.

In sostanza questo governo, come ha favorito l’evasione fiscale con i condoni, così sta favorendo la corruzione con l’abolizione di questo reato, e se si pensa che si va avanti sulla strada tracciata da Draghi sulle privatizzazioni, non si fa fatica a capire che l’esito finale di questo modo di governare sarà la distruzione completa dell’ordinamento giuridico e quindi del vivere civile.

Un colpo mortale in questa direzione sarà presto dato con l’attuazione delle autonomie regionali, attraverso le quali le regioni più ricche manterranno per sé le tasse pagate nel loro territorio e pretenderanno, a causa dell’aumento delle funzioni da esercitare, un contributo straordinario dallo Stato, le cui imposte graveranno così maggiormente sulle regioni più povere.

In sostanza si tratta di un’azione di governo che mira alla diseguaglianza economica e sociale e che certamente sarà foriera di forti reazioni da parte dei cittadini lesi nei loro interessi vitali.