Scuola

L’educazione finanziaria arriva nelle scuole. Ma non è escluso il coinvolgimento di banchieri e finanzieri nell’iniziativa

Tra le novità approvate dal Consiglio dei ministri di martedì scorso c’è anche l’introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole, nell’ambito delle lezioni dedicate all’educazione civica. La norma fa parte del ddl capitali che si occupa principalmente di agevolare le quotazioni in borsa. Il testo introduce il principio della “partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale economica e sociale delle comunità” e quello del “diritto alla salute, al benessere della persona e all’educazione finanziaria, con particolare riguardo alla finanza personale, al risparmio e all’investimento”. In particolare le linee guida per l’insegnamento dell’educazione finanziaria saranno definite “d’intesa con la Banca d’Italia e la Consob e sentite le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari e finanziari“. Inoltre al Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria istituito con la legge 15 del 2017 spetta il compito di approvare il “piano triennale di attività”. Spetta poi al ministero dell’Istruzione sottoscrivere accordi con Bankitalia, e la Consob per “promuovere la cultura dell’educazione finanziaria, nel rispetto dell’autonomia scolastica e nei limiti delle risorse disponibili” dopo aver sentito il comitato. Via Nazionale festeggia.

Quello approvato oggi “è un importante passo avanti che va nella giusta direzione”. Commenta su Twitter Paola Ansuini, responsabile della comunicazione di Banca d’Italia che però nel profilo precisa di twittare “opinioni personali”.

Visti i miserevoli tassi di alfabetizzazione del paese l’iniziativa non può che essere apprezzabile. Tuttavia, come si dice, a volte il diavolo si nasconde nei dettagli. Il riferimento a Banca d’Italia e Consob rassicura. Oggettivamente non si capisce a chi altro dovrebbe o potrebbe rivolgersi lo Stato per un’iniziativa di questo genere. Da anni via Nazionale ha avviato, dopo accordi con il Governo, iniziative di educazione finanziaria in alcune scuole campione con programmi e materiali studiati per i vari gradi di istruzione. Molti sono a disposizione sul sito dedicato Tutti per uno economia per tutti.

Merita però attenzione anche il riferimento del Ddl alle “associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari e finanziari”. Il rischio insomma potrebbe essere quello di trovarsi rappresentanti di banche e gruppi finanziarie che spiegano ai bambini delle elementari dove e come investire le loro paghette. L’Associazione bancaria italiana (la Confindustria delle banche, ndr) è ad esempio molto attiva nell’organizzazione di iniziative di formazione in materia finanziaria. Sua è la Fondazione per l’Educazione Finanziaria (Feduf) di cui fanno parte molti docenti universitari ma che ha tra i suoi consiglieri anche Cristina Catania di McKinsey (gruppo statunitense di consulenza tra l’altro molto attivo nel promuovere le cartolarizzazioni che portarono alla crisi finanziaria del 2008), Azzurra Caltagirone, figlia dell’immobiliarista, editore e finanziare Gaetano e Ryan O’Keeffe, in rappresentanza del colosso della finanza Blackrock, molto criticato tra l’altro per le ambiguità sulla lotta ai cambiamenti climatici. Contattata da Ilfattoquotididano.it, alla richiesta di un possibile coinvolgimento nell’iniziativa Abi replica che “Al momento le informazioni disponibili sul progetto di educazione finanziaria sono quelle contenute nel testo della norma riportato anche dalle agenzie. Rispetto al possibile coinvolgimento delle associazioni del settore bancario e finanziario – come Abi – la norma dice che saranno “sentite le associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e degli utenti bancari e finanziari”.

Ad approvare il “piano triennale di attività” dell’insegnamento sarà il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria istituito con la legge 15 del 2017. Il Comitato è composto da undici membri ed è presieduto da un direttore, nominato dal Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministro dell’istruzione, università e ricerca scientifica tra personalità con comprovate competenze ed esperienza nel settore. Oggi a dirigere il comitato c’è Annamaria Lusardi, ex bocconiana che oggi insegna alla George Washington University Business School.