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Trevignano, “aperte le indagini sulla Madonnina che piange”. Un investigatore privato a Mattino 5: “Mille euro per una preghiera”

Sembra “infinita” la storia della Madonna di Trevignano, il paesino laziale sulle sponde del lago di Bracciano che da settimane è al centro dell’attenzione per la storia della presunta veggente Gisella Cardia, nota per aver assistito alle lacrimazioni di una statua della Madonna portata a casa direttamente da Medjugorje.

La Vergine Maria, inoltre, stando alle parole dell’ex imprenditrice siciliana, le apparirebbe ogni 3 del mese. Ora, però, stando a quanto affermato nel corso della trasmissione Mattino Cinque c’è qualcuno che vuole vederci chiaro e si tratta di un investigatore privato che, alle telecamere del programma Mediaset, ha detto di essere andato a casa della Cardia per avere informazioni più dettagliate sulla vicenda: “Abbiamo avuto mandato da alcuni fedeli di Trevignano per indagare. Noi abbiamo presentato anche una regolare denuncia che adesso andremo a depositare ai Carabinieri qualora la signora non dovesse farci entrare. Qualcosa non va perché, come stiamo verificando, ci sarebbero anche dei soldi versati su alcuni conti correnti di associazioni”.

E Cardia non ha fatto entrare l’uomo che ha deciso, come anticipato, di rivolgersi direttamente ai Carabinieri: “Avevo preparato due righe per lei, proprio per evitare che ci fossero equivoci. Io volevo interloquire con la signora Gisella, volevo accertarmi che davvero ci fossero queste stigmate, perché penso che non abbia nulla da nascondere, anzi”, le parole a Mattino Cinque. “Noi qualche elemento lo abbiamo – ha aggiunto – sappiamo che ci sono alcune persone che hanno pagato fino a mille euro per una preghiera, sono cose abbastanza importanti. Noi facciamo regolare denuncia, la depositiamo e poi sarà il magistrato a decidere se andare avanti”. Subito dopo l’incontro con i Carabinieri, l’investigatore ha confermato sempre al programma Mediaset: “Abbiamo presentato una regolare denuncia e sono state aperte le indagini. Si ipotizzano dei reati, abbiamo fornito alcuni nomi e ora noi continueremo a indagare”.