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Conte sfida Schlein: “Si unisca a noi e chieda lo stop alle armi”. Ma nella risoluzione dem non se ne parla

Il leader M5s cerca convergenze nelle proposte di risoluzione sulle comunicazioni che domani e mercoledì la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esporrà alle Camere in vista del prossimo Consiglio europeo. "Per quanto riguarda l’invio delle armi abbiamo già dato", dice l'ex premier. Nella proposta dem però non si accenna esplicitamente al tema: viene ribadito l’impegno a sostenere Kiev e il "suo diritto all’autodifesa", rinnovando la necessità di un impegno dell'Ue per la pace

“Mi auguro che il Pd, con il nuovo vertice, possa fare una scelta nella direzione che noi abbiamo già intrapreso. Così il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, a margine di un confronto con gli studenti dell’università Luiss di Roma, ha risposto a una domanda su possibili convergenze con il Partito democratico di Elly Schlein nelle proposte di risoluzione sulle comunicazioni che domani e mercoledì la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esporrà alle Camere in vista del prossimo Consiglio europeo, il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione in programma il 23 e 24 marzo. “Per quanto riguarda l’invio delle armi, abbiamo già dato, è inutile girarci intorno. Chiediamo all’Italia e al governo di assumersi la responsabilità di uno sforzo diplomatico, nel quadro dell’Ue, con gli altri alleati. Ci deve essere qualcuno che imprime una svolta e vogliamo che sia l’Italia”, aggiunge Conte.

A quanto apprende l’AdnKronos, nel testo a cui stanno lavorando i dem non si accenna al tema delle armi (“Del resto non votiamo mica sull’invio di armi…”, fa notare un senatore), ma viene ribadito l’impegno a sostenere Kiev e il “suo diritto all’autodifesa” rinnovando la necessità dell’impegno Ue per la pace. In pratica, viene spiegato, si ribadisce la linea tenuta finora dal Pd, con l’accusa alla Russia per l’aggressione e la richiesta di continuare nell’isolamento di Mosca, anche alla luce dell’incriminazione di Putin da parte della Corte penale internazionale. C’è poi un ampio capitolo sulla questione migranti, in cui si insiste sulla necessità del superamento del trattato di Dublino (che fa carico dell’accoglienza ai Paesi di primo approdo) e su una diversa gestione dei flussi migratori. Quindi un passaggio sui diritti, compreso il riferimento ai Paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) in cui si chiede il rispetto dello Stato di diritto per accedere ai finanziamenti europei.

I parlamentari dem si aspettano che i 5 stelle presentino una proposta di risoluzione alternativa, ma precisano che non si tratta di una novità, visto che “da inizio legislatura ognuno presenta la propria risoluzione”. Non si esclude però che possa esserci un voto per parti separate e, in quel caso, che possano esserci convergenze su alcune parti con altre forze di opposizione.