Cultura

Arte, le lucciole di Kusama pronte ad avvolgere Bergamo. Più di una mostra: il visitatore (da solo) dentro l’opera, per un viaggio tra l’universo e sé

Da novembre al Palazzo della Ragione l'esposizione dell'artista giapponese, la più popolare al mondo secondo un sondaggio di "The Art Newspaper", dalla biografia straordinaria segnata dalle allucinazioni, dalla terapia attraverso l'arte e il ricovero in un istituto in cui tuttora vive. L'installazione che sarà in Lombardia si chiama "Fireflies on the water" ed è una delle sue "Infinity Mirror Room" più iconiche proveniente dal Whitney Museum di New York

Era attesa da tanto tempo in Italia, dove le sue installazioni sono sempre state molto rare. In occasione di Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, dal 17 novembre 2023 fino al 14 gennaio 2024, Palazzo della Ragione a Bergamo accoglierà la mostra di Yayoi Kusama (Matsumoto, Giappone, 1929), l’artista più popolare al mondo, secondo un sondaggio condotto dalla rivista The Art Newspaper, che porterà nel cuore della città orobica Fireflies on the Water (letteralmente “lucciole sull’acqua”), una delle sue Infinity Mirror Room più iconiche, proveniente dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York. Si tratterà di una straordinaria operazione culturale in uno dei più antichi palazzi comunali d’Italia.

L’arte e la vita per Kusama sono sempre state indissolubilmente legate. Fin da bambina ha iniziato ad avere delle allucinazioni uditive e visive e l’arte si rivela fin da subito un elemento necessario e terapeutico, con cui gestisce le sue allucinazioni. Dedicandosi con grande dedizione allo studio dell’arte, nel 1958 decise di trasferirsi negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York. All’inizio qui trovò notevoli difficoltà nell’ambiente artistico, sia perché fortemente maschile, sia per le sue origini giapponesi; ma ben presto cominciò a farsi notare con le sue opere. Già negli anni Sessanta Kusama consolidò la sua posizione nell’avanguardia newyorkese e venne considerata una rivoluzionaria per l’epoca. Dopo aver raggiunto la fama in tutto il mondo nel 1973 Yayoi Kusama tornò in Giappone, dove nel 1977 si fece ricoverare spontaneamente in un istituto psichiatrico dove tuttora vive e dal quale non si allontana mai. Ma questo non le ha in alcun modo impedito di affittare un atelier davanti all’ospedale, in cui si reca ogni giorno per dipingere. Inoltre in questi anni ha continuato a scrivere e a lavorare, collaborando anche con celebri brand di moda, dedicandosi completamente alla sua ricerca, dipingendo quadri e scrivendo romanzi e poesie.

Adesso finalmente si potranno vivere le emozioni che provoca una delle sue Infinity Mirror Room che per quasi due mesi stazionerà a Bergamo. “L’idea della mostra – dice Stefano Raimondi, curatore e presidente dell’associazione The Blank, organizzatrice dell’evento – è nata al momento dell’ufficializzazione di Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura per il 2023 per sfortunata acclamazione. Partendo dal tema della cura e della resistenza, ma coinvolgendo anche quello della luce dopo le tenebre, mi son chiesto quale potesse essere l’opera più indicata per racchiudere tutte queste tematiche. La risposta è stata l’Infinity room di Kusama, perché sin da piccola ha avuto nell’arte uno strumento di cura sulle proprie schizofrenie e paranoie e perché in questa installazione, che si intitola Fireflies on the water, la luce è un elemento quasi spirituale di congiunzione tra sé e l’infinito e quindi mi sembrava che fosse l’opera perfetta”.

All’inizio l’idea della mostra pareva solo un sogno, poi il gruppo di lavoro si è rimboccato le maniche, ha contattato il Whitney Museum of American Art di New York e pian piano il desiderio si è trasformato in realtà. “Abbiamo convinto il museo newyorkese – prosegue il curatore – a prestarci una delle opere più importanti della sua collezione, una delle Infinity room più significative di Kusama. Hanno accettato e presto per noi inizierà la parte più delicata del lavoro. Perché non è un quadro che si stacca da un museo e lo si riappende altrove. No, perché in questo caso una parte della stanza viene dal museo americano e un’altra viene prodotta qua, con tutte le difficoltà che ne conseguono. Teniamo conto che sia nel caso del Whitney Museum, sia di Kusama si tratta di un omaggio all’Italia, anche perché l’artista si è sempre dimostrata sensibile alle conseguenze nefaste provocate dal Covid. Ecco quindi il significato di cura e di attenzione nei confronti di Bergamo per tutto quello che accaduto in quel periodo davvero difficile per tutti”.

Non si tratterà di una mostra solo da ammirare, ma di una vera e propria esperienza immersiva che genererà emozioni. “Si entra dentro l’opera e si entra da soli – spiega Raimondi -. Cioè un solo visitatore per volta potrà fare questa esperienza, perché la volontà dell’artista è quella di immergere il visitatore in una contemplazione e riflessione del sé, dell’infinito interiore che poi vedrà dentro la stanza, con specchi e una pozza d’acqua che moltiplicano le piccole luci che circonderanno il visitatore che vivrà la sensazione cosmica di essere solo nell’universo inducendo, almeno lo spero, a una riflessione sul proprio io“.

L’architetto Maria Marzia Minelli è l’architetto che dovrà curare l’allestimento della Infinity room di Kusama: “Di fatto la stanza è ben progettata e quindi credo si tratterà solo di una questione di dettagli, perché l’opera va allestita avendo cura delle rifiniture: essendo specchiata deve non presentare difetti per poter dare la sensazione di infinito. In realtà questa Infinity room sarà allestita nella Sala delle capriate di Palazzo della Ragione che è una grande stanza che darà luogo a un effetto Matrioska, perché la sala è a pianta quasi quadrata in altezza potrebbe ricordare un cubo. Quindi di fatto allestiremo una stanza nella stanza, dove creeremo altre stanze delimitate da oggetti e situazioni che possano realizzare un percorso che avrà il suo apice nell’esperienza dell’opera di Kusama”.

Materialmente, il visitatore che tipo di esperienza farà? “Il visitatore varcherà una soglia entrando in una stanza dove ci sarà una sorta di passerella e camminerà fino al centro della stanza – spiega Minelli – E si ritroverà totalmente immerso nel buio perché di fatto si tratta di una scatola chiusa. Sotto ci sarà l’acqua che farà da specchio del pavimento. Il visitatore si ritroverà circondato da piccole lucine, simili a quelle dell’albero di Natale per intenderci, che daranno l’idea delle lucciole. L’esperienza sarà veloce, ma emozionante“.

Potendo entrare una sola persona alla volta, un ruolo importante ovviamente lo giocheranno le prenotazioni delle visite, che si apriranno prossimamente. Per cui gli organizzatori consigliano di tener d’occhio il sito della mostra, magari registrandosi, per potersi prenotare per tempo. Anche perché, persa questa occasione, chissà quando potrebbe ricapitare un’altra opera di Yayoi Kusama in Italia.

Info mostra

Yayoi Kusama | Infinito Presente (Fireflies on the water, Infinity mirror room)
Dove | Palazzo della Ragione, Piazza Vecchia, Bergamo
Quando | 17.11.23-14.1.24
Orari | Mar, mer, gio e dom 10-19, ven e sab 10-21, chiuso il lunedì
Contatti | 035 19903477 – associazione@theblank.it
Prevendite | www.theblank.it