Cinema

Amy Winehouse, il padre all’attacco contro il casting del film sulla figlia: “Avrei preferito George Clooney”

Tira comunque brutta aria anche tra i fan della Winehouse. Da quando sono finite online le prime immagini ufficiali delle riprese di Back to black i fan hanno subito sottolineato che la produzione ha messo in scena una rappresentazione “grottesca e carnevalesca”

Questi attori non mi piacciono per nulla. Il padre di Amy Winehouse, Mitch, non ne può più delle scelte di casting sul biopic – Back to black – che riguarda la figlia. Mister Winehouse aveva già infatti sollevato dubbi sulla scelta di Marisa Abela nella parte di Amy. Nonostante la sua richiesta di trovare un’attrice non ancora famosa per interpretare l’incredibile parabola di uno dei più grandi talenti della musica contemporanea, Mitch Winehouse si è convinto della scelta della Abela solo dopo qualche settimana di set. Successivamente quando nel turno di lavoro è apparso colui che l’avrebbe dovuto interpretare è tornato a lamentarsi. Il padre dell’autrice di Rehab non ha infatti digerito che nei suoi panni ci fosse Eddie Marsan (Gangs of New York, V for Vendetta, Still Life). “Ho detto ad un mio amico che Eddie avrebbe fatto la mia parte e mi ha risposto, scusate il francesismo, ‘Il fottuto Eddie Marsan!. Non ha davvero un bell’aspetto!.’ Gli ho risposto che lo sapevo e che avrei preferito George Clooney“, ha spiegato al Daily Mail, il padre della cantante.

Tira comunque brutta aria anche tra i fan della Winehouse. Da quando sono finite online le prime immagini ufficiali delle riprese di Back to black i fan hanno subito sottolineato che la produzione ha messo in scena una rappresentazione “grottesca e carnevalesca” di un personaggio complesso come la Winehouse. Back to black è una produzione Focus Features assieme a StudioCanal. Le riprese sono in corso in diverse strade di Londra nell’area di Camden coordinate dalla regista Sam Taylor-Johnson (50 sfumature di grigio, Nowhere boy), Lo script della Taylor-Johnson e dal suo collaboratore Matt Greenhalgh, si basa sul libro “Saving Amy” di Daphne Barak.