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Giulia Salemi su “Libere. Il nostro NO ai matrimoni forzati”: “Non smettere mai di parlarne, tenere alta l’attenzione è importante”

Conduttrice in tv e in radio, modella e tra le protagoniste in studio del “Grande Fratello Vip” per dar voce al popolo del web, Giulia Salemi è stata la protagonista del nuovo appuntamento con il talk Programma, condotto da Claudia Rossi e Andrea Conti.

Dal Grande Fratello Vip al suo impegno per le donne iraniane (Salemi è di origini iraniane ed è stata ospite a Le Iene per un monologo sulla libertà che ha recitato in farsi), una chiacchierata che ha spaziato su varie e differenti tematiche. E Salemi è intervenuta anche sul bullismo psicologico dei social, in merito al “caso Onestini” del Grande Fratello Vip (ha spiegato come in realtà i messaggi che legge durante le dirette siano filtrati proprio per non urtare la sensibilità dei concorrenti) ma non solo: “Manca la tutela di chi fa parte del web: da attori ai cantanti, influencer, ma anche le persone non famose, tutti purtroppo siamo troppo vulnerabili. Come anche ha detto la Michielin, il fatto che tutti possano esprimere opinioni, non vuol dire che ci sia la legittimazione a dire qualsiasi cosa”.

Non poteva mancare un appello per invitare i tanti spettatori a non smettere di parlare di matrimoni forzati: i dati rilasciati dalle Nazioni Unite sono allarmanti e si parla di almeno 12 milioni di casi ogni anno. Giovani donne costrette a sposare chi non hanno scelto con la violenza fisica e psicologica. In Italia i numeri sono pochi e sommersi, ma solo un anno e mezzo fa è stata uccisa in provincia di Reggio Emilia la 18enne Saman Abbas, colpevole di non aver accettato le nozze imposte con il cugino.

Nel libro “Libere. Il nostro No ai matrimoni forzati” scritto da Martina Castigliani ed edito da Paper First, parlano cinque giovani donne cresciute in Italia che si sono ribellate proprio a un matrimonio forzato e che per essere libere hanno rinunciato a tutto (hanno cambiato identità, rotto con la famiglia e sono scappate lontano da casa). Sono ragazze troppo spesso invisibili e che chiedono a tutti noi di ascoltare le loro testimonianze e far girare le loro voci. “Non smettere mai di parlarne, tenere alta l’attenzione è quello che dobbiamo fare“, l’appello di Giulia Salemi.