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Crisi Italia-Francia, interviene Mattarella: colloquio telefonico con Macron. “Necessaria piena collaborazione tra i due Paesi”

Domenica da Parigi sono arrivate nuove accuse all'Italia per bocca del portavoce del governo Olivier Véran che ha definito Giorgia Meloni "la grande perdente" di tutta la vicenda. Lunedì la replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani: "È evidente che Macron ha un problema interno, l’opinione pubblica francese chiede una politica severa sui migranti. Non si capisce perché non debba accadere lo stesso per l’Italia"

È dovuto intervenire anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per cercare di allentare la tensione tra Italia e Francia nata con lo scontro sulla questione migranti. Il Quirinale ha infatti comunicato che il Capo dello Stato ha avuto un colloqui telefonico col presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del quale entrambi hanno affermato “la grande importanza della relazione tra i due Paesi e condiviso la necessità che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore, sia in ambito bilaterale sia dell’Unione europea“.

Domenica da Parigi sono arrivate nuove accuse all’Italia per bocca del portavoce del governo Olivier Véran che ha chiesto “all’Europa di pronunciarsi in tempi molto rapidi sugli sviluppi che seguiranno” il rifiuto dell’Italia di accogliere la Ocean Viking e i migranti a bordo. Nel suo intervento, il responsabile della comunicazione ha ribadito che la Francia considera l’azione di Roma “una decisione unilaterale, inaccettabile, inefficace e ingiusta da parte dell’attuale governo italiano, che esige risposte europee”. La prima reazione che la Francia doveva avere, ha continuato, era “quella umanitaria e l’abbiamo fatto”, accogliendo la nave a Tolone. “La seconda – ha insistito – è ricordare gli obblighi” di Roma “e se rifiuta, immaginare qualsiasi misura possa essere utile”. Poi la minaccia: “L’Italia non mantiene l’impegno fondamentale nel meccanismo di solidarietà europea” e la Francia non manterrà l’obbligo previsto, “ovvero accogliere 3mila migranti attualmente sul territorio italiano”, ha concluso non prima di definire Giorgia Meloni “la grande perdente” di tutta questa vicenda.

Nella mattinata di lunedì è arrivata la replica del governo italiano. A parlare è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che in un’intervista al Corriere della Sera ha voluto premettere che Italia e Francia “sono legate da antica amicizia, culturale oltre che politica. Ma l’immigrazione è un problema grande come una casa, non capisco la reazione esagerata e scomposta della Francia. È evidente che Macron ha un problema interno, l’opinione pubblica francese chiede una politica severa sui migranti. Non si capisce perché non debba accadere lo stesso per l’Italia che quest’anno ha accolto 90mila persone, di cui solo 38 ricollocate in Francia. Non si può continuare a far finta di nulla, l’Europa batta un colpo”.

Sempre lunedì, prima del Consiglio Ue Affari Esteri nel quale la questione migranti verrà portata sul tavolo dall’Italia, la sottosegretaria francese per gli Affari europei, Laurence Boone, ha dichiarato: “Nel corso della riunione sarà evocata la questione migratoria. Io farò un richiamo” alla necessità “dell’unità dell’Ue, della responsabilità per le vite umane e della solidarietà tra gli europei. Ne approfitterò per ringraziare i Paesi che aiutano la Francia ad accogliere i rifugiati”.

Ciriani ha ribadito che il governo italiano “ha fatto quello che aveva promesso in campagna elettorale. Forse altri Paesi erano abituati a un’Italia che si girava dall’altra parte, ma questo non va più bene. Non ci si può chiedere di tenere spalancate le frontiere così che loro possano tenerle chiuse. Il governo vuole dare un segnale affinché l’Unione capisca che stiamo parlando di un problema di grandissima portata, da affrontare insieme”. Il governo italiano non ha iniziato “un conflitto politico e diplomatico, ma un Paese che tenga alla sua dignità non può continuare a subire una immigrazione incontrollata“. Ciriani pensa che “l’Italia non sia isolata e lo dimostra la dichiarazione firmata anche da Grecia, Cipro e Malta“. Mentre se Berlino “ritiene che l’attività delle proprie ong sia meritoria, se ne faccia carico fino in fondo, trasportando i migranti in Germania“.