Scuola

Primo incontro tra i sindacati e il ministro dell’Istruzione Valditara. I temi principali sono stabilizzazioni, rinnovo del contratto e merito

Non è mancato un passaggio anche dedicato al recente decreto “anti-rave”: “Non si può criminalizzare e reprimere il dissenso - hanno detto i rappresentanti - quando il problema nel Paese è la mancanza di partecipazione. Vigileremo sulla libertà di manifestazione” 

Il contratto, il valore del confronto con le parti sociali, le politiche sul reclutamento, organici adeguati per tutti i profili, docenti e Ata; la formazione del personale, la stabilità e infine la richiesta di chiarimenti in merito alla nuova denominazione del dicastero di viale Trastevere. Sono questi i temi che sono stati messi sul tavolo dalle organizzazioni sindacali nel corso del primo incontro con il neo ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Il professore milanese, già senatore e già capo dipartimento al Miur ai tempi di Marco Bussetti, ha voluto mettere in agenda, tra i suoi primi appuntamenti, quello con i sindacati che giovedì si sono presentati con una lista di richieste e con la speranza di un cambio di passo rispetto ai rapporti con il predecessore, Patrizio Bianchi.

All’incontro hanno partecipato il segretario generale della Flc Cgil Francesco Sinopoli; la segretaria generale della Cisl Scuola Ivana Barbacci; il segretario generale della Uil Scuola Giuseppe D’Aprile; la segretaria generale Snals-Confsal Elvira Serafini; il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Rino Di Meglio e il presidente nazionale dell’Anief Marcello Pacifico. Nonostante molti dei segretari si fossero già espressi in maniera critica riguardo l’aggiunta della parola “merito”, l’appuntamento con Valditara è stato per tutti positivo.

“Il rinnovo del contratto è la risposta concreta che nell’immediato si può dare alle attese di una categoria che chiede da tempo un riallineamento con altri Paesi e altri settori della pubblica amministrazione. L’urgenza – ha detto la leader Cil Scuola – si fa più stringente nel quadro delle attuali pesanti difficoltà che colpiscono anche le retribuzioni, già in sofferenza, del personale scolastico. Siamo interessati a recuperare un clima di confronto e di condivisione degli obiettivi, anche di quelli di riforma del sistema. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, a partire dai tavoli contrattuali di cui vogliamo continuare a essere protagonisti”.

Sinopoli ha messo una pulce nell’orecchio del ministro: “Noi saremo sostenitori di tutte le scelte che il ministero farà per esercitare pienamente le proprie funzioni e lavorare per la scuola. Il ministero dell’Istruzione però non dovrà essere trattato come un capitolo di bilancio da contenere. Il Pnrr, necessario per il Paese, non può sostituire il ruolo dello Stato che nell’Istruzione deve ritornare a investire”. Non è mancato un passaggio anche dedicato al recente decreto “anti-rave”: “Un tema importante – ha detto Sinopoli – anche per chi nel Paese presiede il ministero dell’Istruzione e guarda dunque la vita di migliaia di ragazzi e ragazze. Non si può criminalizzare e reprimere il dissenso quando il problema nel Paese è la mancanza di partecipazione. La Flc Cgil vigilerà affinché venga garantita la libertà di manifestazione sancita dall’articolo 17 della nostra Costituzione.”.

Sulla questione del merito è tornato anche Di Meglio: “Se ci si riferisce a una scuola che, senza discriminazioni, valuti responsabilmente il merito degli alunni, siamo d’accordo, perché la valutazione fa parte delle attività professionali dell’insegnante. Siamo disposti anche a discutere, a patto però che si liberino adeguate risorse economiche, del merito relativo ai docenti, purché sia concepito come valorizzazione della loro funzione. Due sono le condizioni imprescindibili: la prima è che la valutazione sia operata da soggetti competenti, la seconda è che premi l’impegno con gli alunni e non gli impegni impropri di carattere burocratico”.

Giuseppe D’Aprile della Uil ha puntato tutto sulla stabilizzazione che “diventa volano di crescita per l’intera economia del Paese, per cui stabilizzare comporta un doppio vantaggio: il primo certezza di una scuola con il personale in servizio già dal primo di settembre e un’economia che trova un nuovo slancio derivante dagli oltre 200 mila precari che iniziano a vedere un possibile futuro certo”.

Da parte sua il ministro ha proposto anzitutto l’istituzione di un tavolo di confronto tra la segreteria tecnica del ministero e le strutture tecniche sindacali, dove si possano condividere le questioni strategiche di interesse comune e individuare le prime proposte di soluzione: “Questo tavolo – ha sottolineato Valditara – non sarà un momento formale, ma un luogo di elaborazione operativa che si riunirà frequentemente. Farò la mia parte in sede di Legge di bilancio, per dare un segnale concreto ai temi avvertiti come prioritari dagli operatori del mondo della scuola, compresi quelli delle retribuzioni e della valorizzazione”.