Sport

Mario Cipollini condannato in primo grado a 3 anni per lesioni e minacce alla ex moglie. Il pm aveva chiesto 2 anni e 6 mesi

I fatti risalgono al 2017, quando Sabrina Landucci denunciò il ciclista per averla aggredita in palestra poco dopo la separazione. Nel corso di una deposizione, l'ex compagna ha accusato l'uomo anche di averle puntato una pistola. Nel processo la pm Letizia Cai aveva chiesto 2 anni e 6 mesi

Mario Cipollini è stato condannato in primo grado a 3 anni di carcere. Il Tribunale di Lucca ha così deciso in seguito alle imputazioni di lesioni e minacce alla ex moglie Sabrina Landucci. L’ex ciclista è stato anche condannato per le minacce al nuovo compagno di Landucci, Silvio Giusti. Cipollini dovrà risarcire con 80mila euro l’ex moglie e con 5mila euro Giusti. Al Corriere della Sera il legale della difesa spiega che si tratta di “un punto di partenza, una volta che avremo letto le motivazioni impugneremo la sentenza”. Nel processo la pm Letizia Cai aveva chiesto 2 anni e 6 mesi.

Negli atti del rinvio a giudizio la Procura di Lucca aveva sostenuto sostenuto che il ciclista avesse compiuto “una serie di atti lesivi dell’integrità fisica e psichica” dell’ex moglie “con pugni, schiaffi, calci, con lesioni e minacce di morte”. Cipollini fu denunciato nel 2017, poco dopo la separazione da Landucci. La donna spiegò come l’ex marito la afferrò per il collo mentre si trovavano in una palestra con altre persone. Il velocista fu quindi rinviato a giudizio nel 2019. Nel corso di una deposizione durante il processo, Landucci sostenne che nel 2012 “Mario mi ha puntato la pistola alla testa durante una lite. Mi ha minacciato e la pistola era carica”. In seguito alla sentenza di condanna Landucci – sorella di Marco, ex portiere della Fiorentina – ha dichiarato: “È una sentenza difficile da commentare ma sono contenta. Anche se è stato un percorso difficilissimo e oggi è stata una giornata difficile”, per poi aggiungere “la cosa che mi ha ferito più di tutte è l’immagine di madre inadeguata che è stata data di me”.