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“Leo fai un sorriso poi hai finito”: Chiara Ferragni nella polemica per il video con il figlio. La voce fuori campo “dà indicazioni”

I Ferragnez nel mirino per una story che porta nuovamente alla ribalta il tema dell'esposizione dei minori sui social e della (poca) spontaneità dei contenuti postati in rete

Sfruttamento dell’immagine dei figli e poca spontaneità dei contenuti postati. Queste le accuse mosse da diversi utenti ai Ferragnez dopo che Chiara Ferragni ha condiviso un video nel quale, durante la festa di compleanno di Fedez, una voce femminile dice a Leone: “Ci metti un minuto Leo. Fai un sorriso poi hai finito e poi puoi continuare a disegnare”.

Nelle scorse ore la famiglia più social d’Italia ha festeggiato il 33° compleanno del rapper. Una festa in famiglia, con i due figli Leone e Vittoria e gli affetti a loro più cari. In una delle diverse stories postate da Chiara Ferragni, però, si sente qualcuno chiedere al primogenito di prestare attenzione e fare un sorriso, con la promessa poi di poter continuare a fare quel che desidera, ovvero disegnare, in questo caso. Non sono tardati ad arrivare appunti e disapprovazione da parte dei follower, tanto che l’influencer ha eliminato la story per poi condividerla di nuovo ma senza audio. Non è certo la prima volta che il web solleva la questione del modo in cui i Ferragnez gestiscono la presenza dei propri pargoli sui social network. In questo caso specifico la frase rivolta a Leone fa sorgere il dubbio a più di una persona che i contenuti postati ogni giorno dalla coppia con i figli non siano così spontanei come potrebbe sembrare. Come se si trattasse di un dovere, un prezzo da pagare per essere figli di genitori che hanno fatto dei social non solo un lavoro ma l’estensione della propria vita. E il punto, come già in passato, è capire quale sia il confine che sarebbe bene non superare (ammesso che ce ne sia uno) quando si parla di esposizione dei minori su Instagram e simili.

Ancora una volta il web si spacca tra chi condanna Fedez e la Ferragni e chi invece non trova molte differenze con quei genitori che chiedono la collaborazione dei figli quando si tratta di immortalare momenti familiari importanti. “Perché a voi/noi da piccoli non ci hanno mai rotto le p***e per fare le foto di famiglia/compleanni giusto? Se guardo i miei album o quelli dei miei amici, in ognuno si trovano facce da ‘non mi rompere il c***o’” scrive qualcuno su Twitter, “Si sta parlando di una frase che qualsiasi bambino si sente dire per fare le foto, non è niente di allucinante o strano” concorda qualcun altro. Allo stesso modo però ci sono anche opinioni contrarie: “La differenza è che gli album di famiglia non creano profitto del genitore a scapito del figlio” cinguetta un utente, “La cosa che più mi spiace è che molte persone considerino questa cosa assolutamente normale. Lo fa lei quindi per forza va bene. Siamo già oltre il problema, è diventata una invasione di privacy culturale a scapito dei più indifesi. Al di là del profitto, che è ulteriore motore” osservano altri.