Politica

Renzi: “Accordo Pd-M5s per escluderci dalle cariche dell’opposizione. Molinari presidente della Camera? Non lo votiamo”

“Il fatto che Pd e Movimento 5 Stelle si siano blindati è gravissimo, persino sulle questioni istituzionali”. Ad attaccare è il senatore e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel corso della presentazione del libro di Claudio Cerasa “Le catene della destra“, a Roma. “Ci sono otto vice presidenze tra Camera e Senato, buona norma vuole che tutte le opposizioni siano rappresentate. Quest’oggi il Pd e il 5 stelle, senza rispettare le regole istituzionali che prevedono un accordo Pd-5 stelle-Terzo polo, hanno deciso di fare cappotto e prendere tutte le figure in un asse blindato contro il naturale diritto istituzionale del Terzo polo. Una visione gravissima, che troveremo il modo di fare valere nei prossimi giorni in tutte le sedi”, ha accusato.

All’opposizione ognuno va per sé. I posizionamenti sulle iniziative per la pace hanno fatto da termometro alle distanze: ogni forza ha puntato su una manifestazione diversa. E anche la scelta delle cariche istituzionali che spettano alla minoranza si annuncia come un nuovo terreno di scontro. Alla prima seduta del Parlamento ci saranno le votazioni per i presidenti di Camera e Senato, che andranno alla maggioranza. Letta ha annunciato scheda bianca e anche Renzi ha detto di ritenere quella strada “opportuna“. Il presidente di Iv Ettore Rosato, però, a “Un giorno da pecora” ha ventilato mosse a sorpresa, non escludendo che alla Camera il Terzo Polo possa votare per un candidato della Lega, se fosse Giancarlo Giorgetti o Riccardo Molinari. Uno scenario che invece ora Renzi allontana: “Se mi sento di escludere un voto a Molinari? Persona competente, ma non lo votiamo”, taglia corto Renzi.

Se i presidenti saranno di maggioranza, alla minoranza spettano due vicepresidenti di Montecitorio e due di Palazzo Madama, oltre a una serie di altri ruoli fra questori e segretari d’Aula. Due vicepresidenti (uno alla Camera e uno al Senato) dovrebbero andare al Pd (primo partito di opposizione). Se Renzi dice il giusto, gli altri due dovrebbero andare al M5s. “Ma non si tratterebbe di ferita istituzionale – spiegava un parlamentare Pd in Transatlantico – bensì di rispetto delle proporzioni fra gli eletti di Pd e M5s e quelli del Terzo polo. Iv e Azione possono puntare al questore della Camera o a un paio di segretari“. Letta ha gettato acqua sul fuoco: “Il negoziato con gli altri gruppi comincerà nei prossimi giorni”. Anche perché la partita non si ferma lì. Ci sono pure le presidenze delle commissioni. Le più ambite sono il Copasir e Vigilanza Rai.

Per le vicepresidenze del Senato si parla per il Pd di Anna Rossomando o di Dario Franceschini, per il M5s di Stefano Patuanelli. Per la Camera per il Pd di Nicola Zingaretti e Debora Serracchiani.