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Spagna, l’ultima legge di bilancio prima delle elezioni aumenta la spesa sociale. Ma sale del 25% anche quella per la difesa

Il governo di coalizione Psoe-Unidas Podemos mette in campo un aumento delle pensioni, dei salari dei dipendenti pubblici e dell'Ingreso minimo vital, maggiori risorse per la sanità e l’istruzione, la conferma della gratuità dei trasporti a media percorrenza. Nel 2023 prevede entrate fiscali record. Anche i fondi europei e la nuova patrimoniale contribuiranno a finanziare le spese

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato la nuova legge di bilancio per il 2023, l’ultima del governo di coalizione prima delle elezioni generali previste per il prossimo autunno. L’accordo è arrivato dopo un lungo dibattito che ha visto come protagonisti il presidente Pedro Sánchez e la ministra del Lavoro, Yolanda Díaz. Il disegno di legge è stato realizzato partendo da un tetto massimo alla spesa del governo centrale che supera i 198 miliardi di euro, con un aumento del 1,1% rispetto al 2022, inclusi i fondi europei. Il nuovo bilancio prevede un forte aumento della spesa sociale – una delle principali rivendicazioni del socio di minoranza del governo, la coalizione di sinistra nata nel 2016 Unidas Podemos – anche grazie alle risorse provenienti dall’Unione europea. “Sei euro su dieci del bilancio verranno destinati alla spesa sociale”, ha affermato la ministra delle Finanze, María Jesús Montero, durante la conferenza stampa. Ma saliranno del 25,5% anche le uscite per la difesa, principale elemento di tensione tra gli alleati di governo.

Entrando nel dettaglio delle scelte del governo si trovano misure come l’ampliamento dell’aiuto mensile di 100 euro per le madri con figli da zero a tre anni. Finora lo ricevevano solo le madri lavoratrici, mentre l’intenzione è di renderlo universale. Il requisito per riceverlo è che le beneficiarie siano state iscritte per almeno 30 giorni nel sistema di previdenza sociale o abbiano percepito un’indennità di disoccupazione. Inoltre, il disegno di legge prevede che le famiglie mono genitoriali con due figli rientrino nella categoria delle famiglie numerose. L’aumento delle pensioni dovrebbe essere del 8,5%. La ministra Montero ha spiegato che aumenteranno in base all’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), che misura l’inflazione. Anche l’importo dell’Ingreso Minimo Vital (una specie di reddito di cittadinanza) aumenterà in base all’IPC.

Crescono del 6,5% le risorse per l’istruzione, incluse quelle dedicate alle borse di studio. Le risorse destinate alle politiche giovanili aumentano del 13,2%. Viene poi prorogato il “bono alquier”, un aiuto di 250 euro al mese per l’affitto destinato ai giovani dai 18 ai 35 anni con basso reddito e il buono culturale per i diciottenni che ammonta a 400 euro. Si rafforza anche il sistema sanitario nazionale, con speciale attenzione all’assistenza primaria, alla salute mentale e all’igiene orale. Salgono gli stipendi dei dipendenti pubblici, che aumenteranno del 9,5% nei prossimi tre anni. Rimarranno gratuiti i treni suburbani e di media distanza per tutto il 2023. Il governo aveva introdotto questa misura a inizio settembre, un’iniziativa promossa in seno all’agenda verde. L’esecutivo mira a spingere la diffusione delle energie rinnovabili e dell’autoconsumo, la creazione di zone a bassa emissione e di piste ciclabili.

Ad ora il governo non ha specificato se verranno rinnovate, e ampliate il prossimo anno, anche le misure di contrasto all’inflazione, come la riduzione di 20 centesimi al litro del prezzo del carburante e dell’Iva sull’energia elettrica, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Ad allargarsi è invece la spesa per la difesa, capitolo che rimane il principale elemento di tensione tra i soci del governo. La spesa nel settore aumenterà del 25,5%, fino a raggiungere quota 12 miliardi di euro. Di questi, quattro saranno destinati alla modernizzazione dell’esercito. In questo modo il governo si avvicina all’obiettivo di destinare il 2% del Pil alla Difesa. Una parte di questa voce di spesa è finanziata attraverso fondi europei. La legge di bilancio prevede poi l’impiego di fondi europei per investimenti e trasferimenti in conto capitale. Una parte importante di questi, il 72%, sarà destinata alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione e alla digitalizzazione, oltre al capitolo industria ed energia e alle infrastrutture. La ministra dell’Economia, Nadia Calviño, ha sottolineato l’importanza dei fondi europei nel garantire questi investimenti.

Come si intende finanziare questo bilancio? Intanto l’esecutivo prevede che nel 2023 lo Stato incasserà entrate record: 18 miliardi in più di quest’anno, per un totale previsto in 262 miliardi a cui devono sommarsi i contributi previdenziali e altre entrate. Si tratta del 7,7% in più rispetto all’anno precedente e la ministra delle Finanze ha affermato che l’aumento è dovuto “all’evoluzione del Pil, alla creazione di posti di lavoro e all’impatto positivo delle nuove misure fiscali”. Anche i fondi europei e la nuova patrimoniale, annunciata la scorsa settimana, una tassa di solidarietà temporanea sui grandi patrimoni di oltre 3 milioni, contribuiranno a finanziare le spese statali. Tuttavia, il nuovo bilancio arriva in uno scenario economico difficile e incerto, segnato dalla crisi energetica e dall’aumento dell’inflazione che hanno peggiorato le previsioni di crescita del paese. Il governo ha disegnato il nuovo bilancio basandosi sulle sue stime, che migliorano l’aumento del Pil dal 4,3% al 4,4% per quest’anno, ma che riducono quello del 2023, che passerebbe dal 2,7% al 2,1%. Il Banco de España (la banca centrale spagnola), però, ha peggiorato le previsioni dell’esecutivo: se quest’anno stima che la crescita raggiunga il 4,5%, il prossimo anno si fermerà all’1,4%.