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Ucraina, filorussi annunciano referendum nei territori occupati. Il discorso di Putin diventa un caso: prima annunciato, poi rinviato

I media russi avevano annunciato un intervento in serata del presidente che si sarebbe dovuto rivolgere alla nazione per annunciare ufficialmente i referendum per l'annessione dei territori nel Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. Ma nessun discorso e sparisce il tweet della tv russa. Possibile rinvio a domani

Il discorso di Putin diventa un caso. I media russi avevano annunciato un intervento in serata del presidente che si sarebbe dovuto rivolgere alla nazione ed era anche stato pubblicato un tweet dell’emittente di stato Rt che dava l’ora esatta: le 20 di Mosca, le 19 in Italia. Ma non solo non c’è stato nessun discorso di Vladimir Putin, in più il tweet con l’orario è stato cancellato. Alla fine alcune fonti vicine al Cremlino hanno riferito che il discorso per questa sera non ci sarà, e che potrebbe invece aver luogo domani. In particolare, la caporedattrice di Russia Today, Margarita Simonyan, ha scritto sul suo canale Telegram: “Andate a dormire”.

In Ucraina, ma in particolar modo nelle regioni occupate dalle forze russe, c’era molta l’attesa per questo discorso che, secondo la testata online russa Rbc che citava “tre fonti vicine all’amministrazione presidenziale”, sarebbe servito per annunciare ufficialmente i referendum per l’annessione dei territori nel Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. È questo, spiegavano, il nuovo passo in avanti del Cremlino nel contesto del conflitto ucraino, mentre sul campo i militari ucraini continuano a riprendere alcuni villaggi e cittadine finiti sotto il controllo dei filorussi dopo il 24 febbraio scorso. Decisione che va contro le previsioni fatte dal presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che in un’intervista alla tv americana Pbs parlava di un imminente “passo avanti significativo” in direzione della pace. Previsione smentita proprio dalla presidenza russa che, con il suo portavoce Dmitry Peskov, aveva fatto sapere: “Al momento prospettive di una soluzione politica e diplomatica non sono visibili“.

Secondo quanto si legge in un decreto citato dall’agenzia di stampa russa Tass, il referendum per “la secessione dall’Ucraina, la creazione di uno Stato e la sua adesione” alla Federazione russa della regione ucraina di Zaporizhzhia si svolgerà solo nella giornata del 23 settembre. Nelle altre regioni sotto il controllo di Mosca, ossia Kherson, Donetsk e Luhansk, la consultazione si svolgerà invece dal 23 al 27 settembre. Notizia che ha fatto crollare gli indici della Borsa di Mosca di oltre il 10%. Successivamente c’è stata una parziale ripresa, con l’indice Moex che poco dopo le 15 ora locale (le 14 in Italia) segnava un arretramento di quasi l’8% e quello Rts in calo del 7,76%.

Immediata la condanna delle istituzioni europee, l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell ha sottolineato che “referendum illegali programmati dai filorussi vanno contro le autorità ucraine legali e democraticamente elette, violano l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e costituiscono una palese violazione del diritto internazionale”. Borrell ha annunciato anche che “la Russia, la sua leadership politica e tutti coloro che sono coinvolti in questi referendum e in altre violazioni del diritto internazionale in Ucraina saranno ritenuti responsabili e verranno prese in considerazione ulteriori misure restrittive contro Mosca”. Il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, che ha affermato: “I referendum di Putin in Ucraina per annettere territori occupati con le armi sono un insulto alla democrazia e alle Nazioni Unite“. I referendum “farsa della Russia per l’annessione del Donbass in Ucraina sono inaccettabili”, ha detto invece il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Mentre Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha detto che “i russi hanno deciso di rispondere in modo asimmetrico alla controffensiva ucraina pensando che i referendum illegali fermeranno gli Himars e le forze armate dal distruggere gli occupanti sulla nostra terra. Vuoi davvero spendere il tempo necessario per scappare per un nuovo show? Prova, sarà interessante”. Anche la Nato, con il segretario generale Jens Stoltenberg, ha commentato la decisione del Cremlino: “I referendum farsa non hanno alcuna legittimità e non cambiano la natura della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Questa è un’ulteriore escalation della guerra di Putin. La comunità internazionale deve condannare questa palese violazione del diritto internazionale e rafforzare il sostegno all’Ucraina”. Gli Stati Uniti anticipano che “non riconosceranno mai come territorio della Russia quelle aree dell’Ucraina in cui Putin ha annunciato di voler tenere dei referendum per l’annessione – ha annunciato in un briefing con la stampa il consigliere per la Sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan – Sappiamo che i referendum saranno manipolati. Sono un affronto alla sovranità dell’Ucraina e una violazione della Carte dell’Onu”.

“I referendum nel Donbass sono di grande importanza non solo per la protezione sistemica dei residenti della Repubblica del Luhansk e del Donetsk e di altri territori liberati, ma anche per il ripristino della giustizia storica“, aveva scritto in mattinata su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, spingendo per le consultazioni di annessione nelle repubbliche separatiste filorusse in Ucraina. “L’invasione del territorio della Russia è un crimine che consente l’uso di tutte le forze di autodifesa” e per questo i referendum “sono così temuti a Kiev e in Occidente” e “devono essere fatti”. Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aveva replicato parlando di “ricatti ingenui con minacce e racconti dell’orrore di ‘referendum’, ‘mobilitazioni da parte di chi sa combattere solo con bambini e persone pacifiche. Ecco come appare la paura della sconfitta. Il nemico ha paura, manipola primitivamente”.

Erdogan, in mattinata, aveva detto che “iIn Uzbekistan ho incontrato il presidente Putin e abbiamo avuto discussioni molto approfondite. Mi sta dimostrando che è disposto a porre fine a questa situazione il prima possibile. Questa è stata la mia impressione, perché il modo in cui stanno andando le cose ora è piuttosto problematico: duecento ostaggi saranno scambiati in seguito a un accordo tra le parti. Penso che si farà un passo avanti significativo”. Ma le dichiarazioni del Cremlino raffreddano le speranze: “Al momento prospettive di una soluzione politica e diplomatica non sono visibili“, ha detto Peskov.

Sempre su Telegram, nella serata di lunedì, il ministro ucraino per la Trasformazione digitale Mikhail Fedorov (uno dei vice del presidente Volodymyr Zelensky) ha annunciato di aver hackerato il sito web del gruppo Wagner, la compagnia di mercenari che combatte con l’esercito russo: “Abbiamo tutti i dati personali dei mercenari. Ogni carnefice, assassino e stupratore sarà severamente punito. La vendetta è inevitabile. Gloria all’Ucraina. Gloria alle forze armate”, ha scritto. Sul fronte militare, il comando operativo meridionale dell’esercito di Kiev riferisce di aver affondato una chiatta russa carica di personale militare, equipaggiamento e armi mentre tentava di attraversare il fiume Dnipro vicino a Nova Kakhovka e Kozatske. L’aviazione ucraina ha invece comunicato su Telegram che le difese antiaeree hanno distrutto un aereo a reazione russo Su-25, un missile cruiser guidato aria-superficie Kh-59 Ovod e cinque velivoli senza pilota.