Cronaca

Covid, ok di Aifa al vaccino per Omicron 4 e 5. I medici di famiglia: “Tempestati di domande. Problema di comunicazione”

Per la commissione tecnico scientifica di Aifa: "Nuovi booster tutti efficaci". L'infettivologo Bassetti: "Non c'è grande differenza tra il booster già arrivato e quelli che arriveranno. Ma è certo che nella popolazione c'è una grande confusione"

Dopo la raccomandazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), la commissione tecnica scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) fa ha dato oggi il via libera al vaccino anti Covid adattato contro le sottovarianti Omicron 4 e 5. Precedentemente l’Aifa aveva già approvato il primo vaccino adattato contro la sottovariante Omicron 1. È stato “deciso di rendere disponibile l’utilizzo del vaccino bivalente Comirnaty Original/Omicron BA.4-5, approvato da Ema, come dose booster per tutti i soggetti previsti dall’indicazione autorizzata”, si legge in una nota. L’approvazione dei due composti per prevenire la malattia innescata dal coronavirus Sars Cov 2 a distanza di così poco tempo ha generato perplessità e confusione tra pazienti e anche medici. La domanda più frequente è se il vaccino approvato solo dieci giorni non sia di fatto superato. La risposta degli scienziati è no, ma la comunicazione come avvenuto anche in passato non ha aiutato.

“Tanti tanti pazienti, ma anche colleghi, ci tempestano di domande sui vaccini” anti-Covid “aggiornati, quelli approvati la settimana scorsa e quelli che arriveranno a brevissimo. C’è stato un problema di comunicazione su questo tema, è inutile girarci intorno” dice all’Adnkronos Salute Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale vicario della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia. “Io dico che non c’è vaccino vecchio o nuovo – rimarca Bartoletti – Ma comunque ad oggi non è che c’è la fila fuori l’ambulatorio per fare il richiamo. Tantissime persone hanno fatto la malattia tra giugno e luglio, quindi ora non possono fare il booster perché devono passare i 120 giorni. Qui andrebbe chiarito che il problema non è quarta o quinta dose, ma che il richiamo con il vaccino aggiornato lo devono fare le persone, anziane e no, che hanno altre malattie o un sistema immunitario deficitario. Queste non devono aspettare l’ultimo aggiornamento”.

Secondo il parere della Cts dell’Aifa, al momento non ci sono elementi per esprimere un giudizio preferenziale nei confronti dei diversi vaccini bivalenti disponibili (ceppo originario BA.1 e BA.4-5): “Tutti aumentano la protezione contro diverse varianti e aiutano a mantenere una protezione ottimale contro il Covid-19. Anche il vaccino bivalente BA.1, infatti, si è mostrato in grado di indurre, nei confronti della variante BA.5, una risposta anticorpale maggiore rispetto a quella del vaccino originario”. Entrambi i vaccini BA.1 e BA.4-5, spiega una nota, sono raccomandati per tutti gli over 60 o per chi presenta fattori di rischio.

I dati ci dicono che i booster aggiornati a Omicron 1 hanno una capacità molto simile di produrre anticorpi rispetto al vaccino bivalente adattato contro Omicron Ba.4 e Ba.5 che prestissimo arriverà anche in Italia. Quindi possiamo dire che non c’è grande differenza tra il booster già arrivato e quelli che arriveranno. Ma è certo che nella popolazione c’è una grande confusione. Per questo, ripeto che sono vaccini adattati molto simili. Ad un over 65 o una persona fragile che hanno dubbi, dico che si può fare il booster che abbiamo oggi, eviterei di attendere oltre. Si devono vaccinare entro ottobre” rimarca Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova