Cultura

Self publishing: cosa fare (e cosa evitare) per non perdersi

Pubblicare un romanzo è facile, basta utilizzare una delle piattaforme che lo consentono gratuitamente. E poi? Può diventare un grande successo editoriale oppure finire nel dimenticatoio dopo poche vendite. Cosa deve fare l’autore per non perdersi nel mare magnum dei romanzi disponibili nei siti di vendita online?

Per cercare di rispondere a questa difficile domanda ho coinvolto Stefania Crepaldi e Alessandro Valenzano, soci fondatori di Editor Romanzi. Nato come blog nel 2012, in pochi anni l’agenzia è diventata un punto di riferimento del web per centinaia di autrici e autori che ogni mese richiedono un servizio professionale, seguono un corso o semplicemente fruiscono dei contenuti gratuiti pubblicati nel canale YouTube e nel blog. Hanno collaborato con Laura Rocca, autrice di romance e fantasy con centinaia di copie vendute e milioni di pagine lette su Amazon Italia; Erika Vanzin, una self che vive di scrittura e ha raggiunto importanti traguardi in Italia e negli Usa, dove risiede; Giulia Beyman, pioniera del self publishing italiano e una Amazon top seller di grande esperienza; e, infine, Mirtis Conci, autrice italiana che vive in Germania, scrive libri per bambini focalizzati sui temi della protezione ambientale.

Ed ora iniziamo con i consigli e gli interventi che Stefania e Alessandro ritengono irrinunciabili.

L’autopubblicato deve fare tutto da solo e quindi dovrebbe seguire un percorso, iniziando dalla valutazione tecnica, ovvero quel servizio che permette all’agenzia di leggere il romanzo e capire qual è il suo reale potenziale. Spesso lo sguardo dell’autore è offuscato dagli elogi di amici e parenti, ma la realtà potrebbe essere un’altra. Solo un occhio esterno può aiutare a capire quali sono i problemi del romanzo e più in generale della scrittura, quindi suggerire come e dove intervenire.

Il secondo passo, se il romanzo è acerbo, è l’editing, che può essere più o meno leggero a seconda della qualità di progettazione e capacità espressiva dello scrittore. Il terzo passaggio è affidato a un correttore di bozze professionista, che ripulisce il testo da inevitabili refusi, ripetizioni e sbavature.

A questo punto si può pensare alla creazione della copertina e all’impaginazione interna. Mentre per la prima ormai è consolidato che un autore indipendente debba investire, la seconda è altamente sottovalutata, in realtà è anche più importante della copertina. Un testo mal impaginato è poco leggibile e spingerà il lettore ad abbandonarlo. L’ultimo step è la promozione editoriale: tutto ciò che riguarda gli aspetti pubblicitari e la comunicazione online e offline per la diffusione del libro.

Ed ora cosa bisogna assolutamente evitare.

Il primo errore è la scarsa voglia di mettersi in discussione; la maggior parte del self è convinta che il romanzo sia perfetto e che al massimo si possa intervenire sui refusi. Per quanto quest’ultimi siano fastidiosi, in molti casi i problemi sono altri, spesso di tipo strutturale. È sempre sconsigliabile avere un atteggiamento diffidente nei confronti dell’editing o di una valutazione tecnica preliminare, finalizzata a mettere in evidenza punti deboli e di forza della storia. Questa operazione dev’essere effettuata da un editor professionista, non da un amico che “legge molto”.

Riguardo la promozione del romanzo, c’è la forte convinzione che debba partire dopo la pubblicazione. In realtà dovrebbe iniziare molto prima, i due esperti consigliano di pari passo con la scrittura o almeno con l’editing. Il motivo è semplice: il grosso della promozione avviene online e ci vuole tempo per creare un dialogo con i potenziali lettori. Se si incomincia in ritardo, c’è il rischio che il giorno della pubblicazione non ci sia nessuno ad attendere il romanzo e le vendite, che nel giorno dell’uscita dovrebbero avere il picco, avranno un riscontro tiepido o nullo.

Ma questo è solo l’inizio, la prossima volta parlerò di generi, canali promozionali e costi.