Cronaca

Papa Francesco commissaria l’Ordine di Malta e promulga la nuova Carta costituzionale: “È ora di terminare il processo di rinnovamento”

Bergoglio ha assunto un provvedimento durissimo e definitivo al termine di un interminabile braccio di ferro che ha portato in precedenza l’Ordine di Malta a schierarsi apertamente contro il Pontefice. Il nuovo governo dell’Ordine prevede di arrivare all’elezione del gran maestro entro marzo 2023

Papa Francesco commissaria l’Ordine di Malta vista la guerra pesantissima tra le diverse fazioni che c’è da anni. Un provvedimento durissimo e definitivo quello assunto da Bergoglio al termine di un interminabile braccio di ferro che ha portato in precedenza l’Ordine di Malta a schierarsi apertamente contro il Pontefice. “Molti sono stati i passi compiuti, – ha rilevato Francesco parlando dell’opera di riforma – ma altrettanti gli impedimenti e difficoltà incontrati lungo il cammino. Dopo aver ascoltato e dialogato con vari rappresentanti dell’Ordine, è giunto il momento di portare a termine il processo di rinnovamento avviato, nella fedeltà al carisma originario. Per tutelare l’unità ed il maggior bene del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta”. Bergoglio, inoltre, ha ricordato di aver “seguito in questi anni il cammino dell’Ordine, apprezzando le opere realizzate in varie parti del mondo, anche grazie al generoso contributo di membri e volontari, e constatando altresì la necessità di avviare un profondo rinnovamento spirituale, morale e istituzionale di tutto l’Ordine”.

Il Papa ha, quindi, promulgato la nuova Carta costituzionale e il relativo Codice melitense disponendone l’immediata entrata in vigore e ha revocato le alte cariche, decidendo lo scioglimento dell’attuale sovrano consiglio e la costituzione di un sovrano consiglio provvisorio formato da tredici membri. Tra essi spicca il nome di Alessandro de Franciscis, presidente del Bureau des Constatations Médicales di Lourdes, l’istituzione che esamina le guarigioni scientificamente inspiegabili avvenute nella cittadina francese. Francesco, inoltre, ha deciso “la convocazione del capitolo generale straordinario per il 25 gennaio 2023, festa della conversione di san Paolo, il quale si svolgerà in ottemperanza al nuovo Regolamento da me approvato. Il capitolo generale straordinario sarà preparato dal mio delegato speciale (il cardinale Silvano Maria Tomasi, ndr) e dal luogotenente di gran maestro (John T. Dunlap, ndr), coadiuvati dal sovrano consiglio provvisorio. Confermo tutte le facoltà attribuite in passato al mio delegato speciale fino alla conclusione del capitolo generale straordinario, che sarà co-presieduto da lui e dal luogotenente di gran maestro. Ciò, nonostante qualsivoglia norma o disposizione di legge contraria, come pure qualsiasi privilegio o consuetudine, anche degni di nota, che possano essere contrari a questa mia decisione”.

Bergoglio ha spiegato le motivazioni del suo provvedimento richiamando la sentenza emessa dal Tribunale cardinalizio nel 1953. In essa, infatti, si legge che le “prerogative inerenti all’Ordine come soggetto di diritto internazionale, che sono proprie della sovranità, non costituiscono tuttavia nell’Ordine quel complesso di poteri e prerogative, che è proprio degli enti sovrani nel senso pieno della parola”. Infatti, quello di Malta è “un Ordine religioso, approvato dalla Santa Sede. Esso persegue, oltre la santificazione dei suoi membri, anche fini religiosi, caritativi e assistenziali”. Inoltre, “le due qualità di Ordine sovrano e di Ordine religioso sono intimamente connesse tra di loro. La qualità di Ordine sovrano della istituzione è funzionale, ossia diretta ad assicurare il raggiungimento dei fini dell’Ordine stesso e il suo sviluppo nel mondo”. “Quindi, – ha sottolineato Francesco – essendo un Ordine religioso, dipende, nelle sue diverse articolazioni, dalla Santa Sede”.

Soddisfazione per la decisione del Papa è stata espressa dal cardinale Tomasi e dal suo gruppo di lavoro: “A seguito delle paterne parole del Santo Padre a cui tutti noi siamo filialmente riconoscenti, desideriamo anzitutto ricordare con grato animo la costante presenza ed attenzione con cui egli, sulle orme dei suoi predecessori, ha seguito e accompagnato in questi anni l’evolversi del percorso di riforma. È arrivato dunque il momento di camminare uniti verso l’imminente capitolo generale straordinario, guidati dalla nuova Carta costituzionale e Codice che benevolmente il Santo Padre ha promulgato oggi 3 settembre 2022, quale sintesi del grande lavoro svolto dal governo dell’Ordine e dal delegato speciale coadiuvato dal suo gruppo di lavoro. Per favorire questo passaggio e concretizzare le prospettive così aperte, il luogotenente di gran maestro, unitamente al governo provvisorio e al delegato speciale, guideranno l’Ordine confidando nella preghiera, nel senso di unità e nella dedizione di tutti i membri e i volontari così che si accresca sempre più il carisma melitense nel servizio spirituale, caritativo, assistenziale, diplomatico e umanitario. Noi cavalieri, dame e volontari dell’Ordine ci impegneremo con rinnovato slancio a vivere con fervore il carisma della tuitio fidei et obsequium pauperum donatoci da Dio per tramite del beato Gerardo nostro fondatore”.

Il nuovo governo dell’Ordine prevede di arrivare all’elezione del gran maestro entro marzo 2023. Gli eleggibili sono circa 35. Il mandato non sarà più a vita, ma di durata decennale rinnovabile una sola volta e comunque con il limite d’età fissato a 85 anni. Le donne sono completamente equiparate agli uomini, l’unica differenza riguarda lo status di consacrati. Il neo cardinale Gianfranco Ghirlanda, ex rettore della Pontificia Università Gregoriana e canonista di riferimento del Papa per la sua opera di riforma della Curia romana, ha sottolineato a ilfattoquotidiano.it che ora “l’Ordine deve cercare l’unità e questo deve avvenire da parte di tutti altrimenti è un fallimento. Non ci devono essere né vincitori, né vinti. Un vero capitolo generale è l’espressione dell’unità dell’Ordine. Non temo una scissione perché essa la può fare soltanto la Santa Sede. Se qualcuno protesta, significa che non comprende la funzione che ha il Papa nella Chiesa cattolica”.

Twitter: @FrancescoGrana