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L’omaggio senza precedenti a Bill Russell: in Nba nessuno potrà più indossare la maglia numero 6

La decisione per ricordare per sempre la leggenda dei Boston Celtics scomparsa lo scorso 31 luglio. Solo chi, come LeBron James, vestiva già il numero 6 potrà continuare a indossarlo, mentre per tutti gli altri non sarà più possibile

La Nba ha ritirato per sempre la maglia numero 6 di Bill Russell. Un omaggio senza precedenti quello riservato all’11 volte vincitore dell’anello, morto lo scorso 31 luglio a 88 anni. La divisa non sarà più disponibile per tutte e 30 le squadre della lega. Anche se chi come LeBron James vestiva già il numero 6 potrà continuare a indossarlo, mentre per tutti gli altri non sarà più possibile. Inoltre, sulla spalla destra di ogni canotta Nba durante la stagione 2022/2023 sarà presente un logo con il trifoglio e il numero 6 effigiato sarà visibile su ogni campo del campionato. Per i Boston Celtics, unica squadra in cui Russell ha giocato in carriera e che già nel 1972 aveva ritirato il 6, ci sarà una dedica ulteriore. I 17 volte campioni Nba avranno un richiamo speciale sulle loro uniformi che, però, deve ancora essere svelato.

L’iniziativa era stata lanciata da Magic Johnson, icona dei “rivali” Los Angeles Lakers. L’ex cestista ha creato un dibatto sui social in cui l’opinione pubblica americana era divisa, ma non l’Nba che non ha avuto esitazioni decidendo di mettere in atto la proposta. “Il successo di Russell sul campo e da pioniere dei diritti civili merita di essere onorato in modo unico e storico. – ha affermato Adam Silver, commissioner Nba – Ritirare in modo permanente il numero 6 in tutta la lega assicura che la carriera di Bill sarà riconosciuta per sempre”.

Sebbene non esistano precedenti nella Nba, nel mondo dello sport americano era già successo. Nel 1997 la Major League Baseball aveva ritirato in modo permanente il numero 42 di Jackie Robinson, permettendo ai giocatori che già indossavano quella maglia di terminarvi la carriera. L’Nba si è ispirata a questo caso, conferendo a Russell l’omaggio non solo per le qualità dimostrate in campo, ma anche per l’impegno sociale contro il razzismo perpetrato per tutta la sua vita.