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Ucraina, le prime otto navi straniere nei porti per caricare il grano da esportare. Le telefonate di Erdogan a Putin e Zelensky

"Su richiesta del ministero delle Infrastrutture, unità navali delle Forze Armate ucraine garantiscono il trasporto di prodotti agricoli da parte di navi civili attraverso l'imboccatura di Bystre del canale Danubio-Mar Nero" ha annunciato su Facebook il servizio stampa della Marina

Dopo una giornata intensa di dichiarazioni e colloqui è arrivata la notizia attesa da tempo. Le prime otto navi straniere sono arrivate nei porti dell’Ucraina per esportare prodotti agricoli, mentre la Marina militare ucraina è impegnata a garantire un trasporto sicuro. “Su richiesta del ministero delle Infrastrutture, unità navali delle Forze Armate ucraine garantiscono il trasporto di prodotti agricoli da parte di navi civili attraverso l’imboccatura di Bystre del canale Danubio-Mar Nero” ha annunciato su Facebook il servizio stampa della Marina, come riporta Ukrinform. L’uso del canale è diventato possibile con la liberazione dell’Isola dei Serpenti dagli occupanti russi.

L’intensificarsi del conflitto aveva reso ancora più problematica la soluzione della crisi del grano. Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, che ha lavorato all’attuazione del piano Onu per sbloccare l’export, proprio questa mattina aveva tentato una mediazione, parlando al telefono sia con Putin che con Zelensky. “È il momento di aprire i corridoi attraverso il Mar Nero”, ha chiesto il presidente turco al leader russo. Il Cremlino si era limitato a riferire che c’è stato uno “scambio di vedute”, aggiungendo che i due capi di Stato si incontreranno “a breve”. Zelensky inoltre ha ricevuto a Kiev la visita del premier olandese Mark Rutte, che ha promesso nuovi sistemi d’artiglieria a lungo raggio e aiuti per 200 milioni di euro, ed ha lanciato un appello ai partner occidentali: “Anche se la guerra dovesse durare più a lungo di quanto previsto, dovremo continuare a sostenere l’Ucraina in ogni modo”.

Intanto un nuovo attacco missilistico russo è stato lanciato in serata nella regione di Odessa come annunciato dal capo dell’amministrazione militare regionale di Odessa, Maksym Marchenko. “Per fortuna non ci sono state vittime”, ha precisato la stessa fonte. Il funzionario ha ricordato che per tutta la giornata aerei da guerra russi nell’area del Mar Nero hanno lanciato missili contro Odessa, uno dei quali ha colpito un’abitazione privata, mentre altri hanno danneggiato le infrastrutture, comprese quelle del porto. Marchenko ha sottolineato che gli invasori hanno puntato verso oggetti civili. In mattinata le forze russe hanno lanciato un attacco missilistico nella stessa regione. Le truppe russe non si concedono alcuna pausa nei bombardamenti sull’Ucraina, dal Donbass a Kharkiv fino al Mar Nero.

Nei gironi scorsi l’Ucraina aveva iniziato a ripristinare e ampliare alcuni dei suoi porti fluviali sul Danubio, da tempo in disuso, per facilitare l’esportazione di grano a causa del blocco della Russia sul Mar Nero. Prima della guerra, i porti fluviali ucraini sul Danubio venivano raramente utilizzati e alcuni di essi giacevano in completo abbandono. Dopo l’invasione del Paese da parte della Russia e il suo controllo delle vie d’uscita verso il Mar Nero, tuttavia, Kiev ha deciso di resuscitare i suoi vecchi porti fluviali per evitare il blocco marittimo e accelerare l’export del suo grano.