Società

Istat, nel 2021 record negativo per le nascite che restano sotto quota 400mila. 59mila decessi per Covid dopo i 77mila del 2020

I decessi da Covid-19 del 2021 sono in calo rispetto all'anno precedente: a diminuire è anche il numero totale dei decessi, 30mila in meno rispetto al 2020. Gli effetti della pandemia sulle nascite del 2021 si registrano dal mese di gennaio, che raggiunge il massimo picco in negativo a livello nazionale del -13,4%: il rinvio delle nascite è accentuato tra le donne più giovani

L’impatto dell’elevato numero di decessi dovuti al Covid-19 si fa sentire, sia a livello quantitativo sia geografico, anche sulle dinamiche demografiche del 2021. I dati Istat contenuti nell’ultimo Report sulla dinamica demografica 2021 relativi a natalità e decessi risentono ancora degli effetti della pandemia.

Decessi del 2021 – Nel dettaglio l’istituto di statistica ha registrato nel 2021 59mila decessi dovuti al Covid-19, che rappresentano l’8,3% delle morti – in calo rispetto ai numeri del 2020, che contavano oltre 77mila decessi per il coronavirus, ovvero il 10,3% del totale.

In discesa è anche il numero totale dei decessi, nel 2021 pari a 709.035, 30mila in meno rispetto al 2020: il numero però è significativamente maggiore (+9,8% di media nazionale) rispetto alla media dei decessi del periodo tra il 2015 e il 2019. Differentemente da quanto accaduto nel 2020, il numero dei decessi non si concentra nel nord Italia, ma interessa tutto il territorio: al Nord sono solo la provincia autonoma di Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia a presentare una percentuale superiore al 13%, mentre nel mezzogiorno, nel corso del 2021, il numero è cresciuto del 12,9% rispetto al periodo tra il 2015 e il 2019 – con numeri che, in Puglia (+18,5%) e in Molise (+14,6%), superano di gran lunga la media nazionale del 9,8%.

Nascite del 2021 – Il Report dell’Istat rileva anche un nuovo record negativo per le nascite, che hanno segnato una lieve ripresa soltanto a fine anno: l’Istat specifica che il numero dei nati della popolazione residente nel 2021 è di 399.431 persone: i nuovi nati non raggiungono quindi le 400mila unità, diminuendo dell’1,3% rispetto al 2020 e quasi del 31% rispetto al 2008, anno di massimo relativo più recente. La scelta di rinviare la maternità è particolarmente accentuata tra le donne più giovani.

Gli effetti della pandemia sul calo di nati si sono registrati soprattutto a gennaio, con la massima flessione di -13,4%, al Sud del -15%. I dati non lasciano dubbi sul ruolo svolto dall’epidemia, visto che riferisce a concepimenti della prima ondata pandemica. A febbraio la diminuzione delle nascite è più contenuta, -4,8%.

“L’illusoria impressione di superamento dell’emergenza percepita a maggio 2020” precisa ancora l’Istat, “può aver determinato l’aumento dei nati a marzo 2021, mese in cui si osserva una lieve inversione di tendenza (+4,7%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente” – più sostenuta al Sud (+11,1%).

Il trend di nascite resta debolmente positivo anche ad aprile (+1,3% rispetto alle stesso mese dell’anno precedente), finché la curva non si inverte nei mesi di giugno e luglio (rispettivamente -5,7% e -5,5%). La geografia del calo di nascite conferma il legame della diminuzione dei nati con la seconda ondata di Coronavirus, che ha interessato maggiormente il Centro – Sud: nel mese di giugno il maggior calo di nascite interessa il Centro (-8,0%) e il Sud (-7,5%), mentre nel mese di luglio l’Istat registra la più importante diminuzione nelle Isole (-8,4%).

Con il mese di agosto il calo in negativo comincia ad essere meno marcato, a novembre e dicembre la tendenza si inverte: negli ultimi mesi dell’anno si registra infatti un numero consistente di aumento dei nati rispetto agli stessi mesi del 2020 (rispettivamente +6,8% e +13,5%).