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L’università online ‘Cusano’ scrive ai ministri Brunetta e Messa: ‘Noi atenei telematici esclusi dagli incentivi’. La replica: ‘Non è vero’

Oggetto della discordia è il protocollo d’intesa tra i ministri dell'Università e della Pubblica amministrazione per l’iniziativa “Pa 110 e lode” che consentirà a tutti i dipendenti pubblici che lo vorranno di usufruire di un incentivo per l’accesso all’istruzione terziaria, cioè corsi di laurea, di specializzazione e master

Polemica tra l’ateneo telematico “Cusano” e i ministeri dell’Università e della Pubblica amministrazione. Oggetto della contesa è il protocollo d’intesa tra i ministri Maria Cristina Messa e Renato Brunetta per l’iniziativa “Pa 110 e lode” che consentirà a tutti i dipendenti pubblici che lo vorranno di usufruire di un incentivo per l’accesso all’istruzione terziaria, cioè i corsi di laurea, di specializzazione e master. Un pacchetto di nuovi iscritti agli atenei che piace a tutti, tanto da scatenare una battaglia mediatica e legale. Secondo il presidente del Consiglio di amministrazione di “Cusano”, Stefano Bandecchi, a capo anche della Ternana Calcio e vicino a Silvio Berlusconi con il quale venerdì 18 presenterà “Universitas Libertatis” – una scuola di formazione politica per rilanciare gli “azzurri” – gli atenei online sono stati esclusi da questo accordo perché non facenti parte della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane.

In una lettera (pubblicata oggi a pagamento sul Corriere della Sera) indirizzata a Brunetta e a Cristina Messa oltre che al premier Mario Draghi, Bandecchi scrive: “Ci risulta che nel sistema universitario siano ancora incluse le università telematiche. Risulta incredibile apprendere che la Crui è più importante del sistema universitario nazionale. Sembra paradossale che il ministero della professoressa Messa si possa prestare alla trattativa privata tra un ministero del suo Stato e un’associazione privata che non può certamente essere superiore”. Parole che a viale Trastevere respingono totalmente. Dagli uffici della ministra arriva, a Ilfattoquotidiano.it, un’altra versione: “Nel protocollo d’intesa c’è scritto testuale “anche con il coinvolgimento della Crui”. Non è una forma esclusiva. Le università telematiche non sono fuori”.

Dichiarazioni che non stanno bene a Bandecchi: “Lo scrivano nero su bianco. Anche a me hanno detto verbalmente che sarà così ma finché non ho risposte ufficiali non ci credo. Stanno cambiando le carte in tavola di ora in ora”. Il presidente del Consiglio di amministrazione di “Cusano”, di recente, ha inviato una nuova lettera ai due ministri interessati alla vicenda: “Ancora oggi, non abbiamo avuto alcun cenno di riscontro da parte vostra alla nostra prima missiva. Nel frattempo abbiamo visto già i primi effetti che la concorrenza sleale innescata dai vostri ministeri, attraverso gli atenei iscritti alla Crui,  sta perpetrando a danno delle Università cosiddette telematiche. Siamo colpiti e stupiti nell’apprendere che tutte le Università associate alla Crui sono state autorizzate ad erogare corsi sia in presenza che telematici in modalità sincrona e asincrona anche se non in possesso di piattaforme didattiche omologate. Avete eliminato proprio chi aveva più diritto di tutti ad erogare questi corsi”.