Cronaca

Bassetti: “Entro la primavera avremo il 95% di italiani protetti, tra vaccinati e guariti. A quel punto si può mandare in soffitta il green pass”

Il green pass è giusto estenderlo per chi ha fatto tre dosi ma, allo stesso tempo, deve avere una scadenza. Il suo obiettivo era portare le persone a vaccinarsi e il suo compito lo ha svolto portando, da luglio a oggi, il 30% in più di soggetti negli hub vaccinali. Se in primavera avremo più del 95% di italiani protetti, tra vaccinati e guariti, a quel punto credo che il compito del green pass avrà esaurito il suo compito“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, da Matteo Bassetti, primario del reparto Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che aggiunge: “Il green pass ha ottenuto l’obiettivo? Sì. Quindi, basta. Mandiamolo in soffitta almeno per la maggior parte delle attività, mantenendolo magari per gli spostamenti su aerei e su mezzi a lunga percorrenza“.

Bassetti spiega che molto probabilmente con la terza dose fatta non ci vaccineremo nel breve periodo e che una quarta dose, come richiamo, arriverà nella seconda parte del 2022. E aggiunge: “Su Lancet pochi giorni fa è uscito un articolo secondo il quale si registrano 125 milioni di nuovi contagi al giorno, il che vuol dire che praticamente entro la prossima primavera avremo metà della popolazione mondiale contagiata dal virus. Se li sommiamo alle persone vaccinate, per quanto riguarda l’Italia, entro la prossima primavera avremo circa il 95% della popolazione protetta almeno dalle forme più impegnative del covid – continua – La variante Omicron e la sua gemella Omicron 2 sono molto più contagiose rispetto al virus originale e alla variante Delta. Questo virus corre molto velocemente, ma le barriere che abbiamo introdotto per contrastare questa diffusione servono a ben poco. Le mascherine all’aperto e buona parte di altri presidi, introdotte da circa un mese e mezzo, non mi pare abbiano dato grossi risultati. Il virus corre più veloce delle restrizioni. E allora, a questo punto, bisogna provare a vivere una nuova fase, cioè la fase endemica di questo virus che fortunatamente con la variante Omicron non sta spingendo sugli ospedali”.

L’infettivologo puntualizza che la sanità regge: “A fronte di un numero impressionante di contagi, almeno nelle terapie intensive, che sono l’indicatore più importante, le occupazioni si stanno progressivamente alleggerendo. Immaginate cosa sarebbe potuto succedere un anno fa, con lo stesso numero di contagi e senza la popolazione vaccinata: avremmo avuto almeno 10 volte di morti in più, quindi avremmo viaggiato intorno ai 3mila decessi al giorno, con ingressi in ospedale che non avrebbero potuto essere soddisfatti”.

E rende un tributo a chi si è vaccinato: “Qualcuno oggi dice che i vaccini non hanno funzionato. Come non hanno funzionato? Hanno funzionato, eccome, per il loro obiettivo primario, che era quello di evitare alla gente di andare in ospedale e di morire. Dobbiamo dire grazie ai vaccini e soprattutto dobbiamo ringraziare gli italiani, che si sono vaccinati al 90% e a cui bisogna ergere un monumento – chiosa – perché grazie al loro spirito di servizio, anche per la comunità, consentono ai nostri ospedali di potersi dedicare a coloro che non si sono vaccinati. Quindi, grazie, grazie, grazie a tutti gli italiani che hanno seguito la scienza, che si sono vaccinati e che continuano a farlo. Sono molto orgoglioso di vivere in un Paese dove tante persone credono in questo presidio fondamentale che è rappresentato dai vaccini”.