Cultura

Il Pci e la cultura: dai film alla fotografia. Livorno chiude il centenario del partito con una tre giorni di maratone cinematografiche e incontri

Dalla proiezione di film celebri come "Novecento" o "Berlinguer ti voglio bene" o documentari (di oggi ma anche del 1921) fino alla presentazione di volumi in uscita in libreria, fotografici e non. Le iniziative del Comune di Livorno hanno tutte un filo conduttore: indagare attraverso le diverse

Una maratona cinematografica, da Berlinguer ti voglio bene a Mimì metallurgico, l’anteprima del documentario I comunisti e la cultura, la presentazione del libro fotografico In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani. E ancora la presentazione del libro Il Pci in Toscana. Dalla liberazione allo scioglimento. Racconto per immagini. Comincia domani la tre giorni della rassegna Il Pci e la cultura, promossa dal Comune di Livorno, in chiusura delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita del Partito Comunista italiano.

Le iniziative indagano attraverso le diverse forme espressive dell’arte il rapporto tra il Pci e la cultura, sottolineando la rilevanza e l’incisività del partito nella crescita, nello sviluppo e nella formazione identitaria di tutto il nostro Paese. Tra le altre cose l’assessore alla Cultura Simone Lenzi ricorda in particolare che dal 3 gennaio è disseminata di manifesti con una selezione di fotografie storiche degli archivi della Fondazione Gramsci che riguardano la storia e l’identità del Pci, una sorta di mostra fotografica diffusa. Il Comune di Livorno ha collaborato anche alla produzione del docufilm I Comunisti e la Cultura (1921 – 1989), con numerose interviste esclusive a intellettuali, artisti, storici e esponenti del Pci. Il docufilm è prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni. “Si tratta di un’opera corale – spiega l’autore del docufilm Laurenzo Ticca – che attraverso le voci e le riflessioni di esponenti di partito, registi, artisti, giornalisti, storici e critici d’arte ripercorre il rapporto, non privo di contraddizioni, tra il Partito Comunista Italiano, la cultura e la vita del Paese. All’origine di tutto, il pensiero elaborato da Gramsci durante gli anni di reclusione”.

Gli appuntamenti prendono il via giovedì 13 gennaio con una maratona cinematografica, realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Cinemazero di Pordenone, che si terrà per tre sere, fino alle prime ore del 16 gennaio: una selezione di una dozzina di film, documentari, filmati d’epoca e materiali rari. Il linguaggio cinematografico è stato terreno di sperimentazioni e occasione di accesi dibattiti in seno al partito e tra gli intellettuali comunisti o vicini al partito, ma soprattutto ha accompagnato costantemente la rappresentazione e l’evoluzione della società italiana nel XX secolo. La maratona porterà dunque al Cinema Teatro i 4Mori e al Teatro Goldoni le pellicole dei registi che dopo la seconda guerra mondiale si sono focalizzati sul clima storico della nostra penisola e sull’antifascismo con la produzione di riconosciuti capolavori dal neorealismo al cinema d’autore.

Il primo appuntamento, giovedì 13, è con Uomini e voci dal congresso di Livorno, documentario del 1921, restaurato nel 2020 dalla Cineteca di Bologna, che farà risuonare le voci di alcune delle importanti personalità che parteciparono al congresso come Filippo Turati, Umberto Terracini, Amadeo Bordiga, Elia Musatti, Emanuele Modigliani (fratello del pittore Amedeo), Argentina Altobelli. A seguire la prima parte di Novecento di Bernardo Bertolucci nella versione restaurata in 4K, accompagnata da una presentazione dello stesso regista, registrata poco prima della sua morte. Il primo giorno si conclude con L’addio a Berlinguer di Bernardo Bertolucci e Francesco Maselli, documentario del 1984 che ricostruisce anche attraverso una serie di interviste (fra le altre a Francesco Cossiga, Mikhail Gorbaciov, Yasser Arafat, Carlo Verdone e Roberto Benigni), la figura politica e umana di Enrico Berlinguer.

Tra gli altri titoli Il sogno di una cosa, documentario del 1950 di Francesco Bortolini, che tratta della giovinezza di Pasolini, nel Friuli, fra il ‘43 e il ‘49, Cent’anni dopo – che vedrà presenti in sala le registe Monica Maurer e Milena Fiore e lo sceneggiatore Alexander Hobel – che tratta dell’evoluzione storica del Pci dal 1921 allo scioglimento, con particolare attenzione al nuovo partito delineato da Togliatti e ulteriormente sviluppato da Longo e Berlinguer.

Sabato, oltre agli appuntamenti cinematografici, al Teatro Goldoni sono in agenda altri due iniziative. Alle 11 sarà presentato il libro fotografico In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani, edito da Marsilio Editori e dalla Fondazione Gramsci di Roma a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi: una raccolta di 200 immagini, alcune inedite e molte sconosciute, rintracciate in numerosi, diversi archivi, che restituiscono la storia del Pci ed innumerevoli tratti del Novecento italiano. Tra gli ospiti anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

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