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Caro bollette e imprese in difficoltà, decreto rinviato (e c’è solo 1 miliardo). M5s e Lega in pressing. Conte: “Subito ristori massicci”. Giorgetti: “Tassare gli extra profitti”

Le proposte del M5s: si va dall’azzeramento Iva 2022 sull'aumento delle bollette a "un contributo di solidarietà da parte degli operatori. Salvini: "Nel miliardo previsto sport, cultura, turismo e locali da ballo sono le priorità assolute". Un primo pacchetto di misure era atteso per questa settimana, ma come confermato da Giorgetti slitterà. E Draghi ha detto che per ora non si pensa a un nuovo scostamento di bilancio

Il messaggio è unanime, seppur con declinazioni diverse a seconda del mittente politico: servono subito ristori per le attività colpite dalla pandemia e per le famiglie vessate dall’aumento delle bollette. Un punto su cui convergono anche i partiti che sostengono il governo Draghi. Ma il decreto che era atteso questa settimana slitterà alla prossima e sul piatto ci sarà solo 1 miliardo, perché come ha chiarito il premier lunedì non è all’ordine del giorno un nuovo scostamento di bilancio. Decisioni che scontentano Movimento 5 Stelle e Lega. “Il tempo di attesa per aiuti economici massicci a famiglie e imprese è scaduto. I rincari della bollette pesano. Servono altri aiuti, servono nuove, immediate misure“, ha scritto su Facebook – come aveva già fatto il 30 dicembre – il leader M5s Giuseppe Conte, che ha anticipato la “lunga lista di proposte pronte” dei pentastellati: si va dall’azzeramento Iva 2022 sull’aumento delle bollette a “un contributo di solidarietà da parte degli operatori” evocato peraltro dallo stesso Draghi nelle ultime due conferenze stampa ma non ancora concretizzato.

Conte ha auspicato un iter il più possibile veloce per colmare il vuoto: “Cosa aspettiamo? Si vada subito in Cdm per i ristori: non basteranno pannicelli caldi e cifre modeste, va alzata l’asticella e il M5s è pronto a sostenere un nuovo scostamento di bilancio”. Per l’ex presidente del Consiglio, poi, “lo Stato non può guadagnare dai rincari delle tariffe a danno della popolazione. Il governo sia capofila anche in Europa di questa esigenza”. Poi altre proposte: “Si deve prevedere un contributo di solidarietà da parte degli operatori che hanno ottenuto importanti profitti, senza aumento di costi, dai rincari di questi mesi”. E ancora: “Va creato un fondo di garanzia per gli accordi di fornitura di energia elettrica rinnovabile a lungo termine, per garantire alle imprese energia a prezzi competitivi. Il pagamento delle bollette va rateizzato”. Per quanto riguarda i ristori per le attività in difficoltà, poi, l’ex premier ha sottolineato che “con le nuove misure anti-Covid nel periodo natalizio hanno chiuso attività che ancora attendono aiuti per i danni subiti, ci sono tanti settori che stanno subendo pesanti conseguenze da questo nuovo picco della pandemia”. Da qui la richiesta di ristori immediati e la promessa del M5s di sostenere un nuovo scostamento di bilancio. “All’orizzonte – ha concluso Conte – ci annunciano rincari che riguarderanno, addirittura, beni alimentari di prima necessità, come la pasta. Pensiamo alla vita reale, subito”.

Un punto, quello del possibile aumento dei beni di prima necessità, su cui ha battuto anche la Lega. Ovviamente non si stratta dell’unica richiesta del Carroccio, tanto che nel decreto Ristori che sarà varato la prossima settimana “il governo deve assumersi l’impegno di aiutare le attività che hanno chiuso. Nel miliardo previsto sport, cultura, turismo e locali da ballo sono le priorità assolute”, ha detto Matteo Salvini nella conferenza stampa convocata per parlare delle proposte leghiste per contrastare il rincaro delle bollette e dell’energia. “Io penso che lo scostamento si debba fare, e prima si fa meglio è. Al momento stiamo lavorando su un decreto immediato che si farà probabilmente all’inizio delle settimana prossima”, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.

Che poi ha aggiunto: “Credo che sia opinione condivisa all’interno del governo che gli extra-profitti di coloro che, in relazione a questa situazione del tutto particolare, stanno registrando debbano in qualche modo contribuire alla fiscalità generale per permettere di intervenire nei confronti delle categorie più svantaggiate”. Come? “Le modalità le sta studiando il ministero dell’Economia ma credo – ha concluso – che si andrà in questa direzione”. L’ex sottosegretario, poi, ha parlato anche della situazione dei lavoratori autonomi, “che sono spesso dimenticati. Il fatto di tagliare le tasse ad un autonomo, non è fare un regalo – ha detto – L’autonomo è quello che in questo momento è come se fosse licenziato, perché se sta soffrendo le conseguenze della pandemia, oltretutto tenendo aperto, alla fine il conto lo paga lui. Motivo per cui probabilmente bisognerà abbastanza in fretta provvedere a risarcimenti. Non è possibile che una industria come il turismo subisca i danni miliardari che sta subendo, non certo per colpa sua, e non abbia un supporto da parte del governo”.