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Morta Lina Wertmüller, da Rita Pavone a Giancarlo Giannini: così la ricorda il mondo dello spettacolo (e non solo)

Rita Pavone all'Adnkronos: "Sono distrutta. L'ho vista un mese fa, sono stata a casa sua, le avevo telefonato per dirle che ero a Roma. 'Amore per te la porta è sempre aperta', mi ha risposto. È un dolore enorme". Poi le parole - tra gli altri - di Sophia Loren e Giancarlo Giannini, ma anche del mondo della politica

Tanti i messaggi di cordoglio e di omaggio per Lina Wertmüller, la regista scomparsa oggi 9 dicembre all’età di 93 anni. Oltre a quelli della gente comune, anche quelli dei vip, tra cui Veronica Pivetti: “Bellissimo aver lavorato con te, grazie Lina”, ha scritto su Twitter l’attrice e doppiatrice milanese. “Ciao geniale, ironica ma, soprattutto, libera #LinaWertmuller… Maestra di cinema e di vita per intere generazioni…”, ha invece commentato la conduttrice Barbara D’Urso. E ancora l’omaggio della cantante Giorgia, che sulle Instagram story ha pubblicato uno scatto della regista dietro alla cinepresa e ha scritto: “Lina Wertmüller: l’arte e il sorriso”.

Raggiunta dall’Adnkronos, Rita Pavone ha invece dichiarato: “Sono distrutta. L’ho vista un mese fa, sono stata a casa sua, le avevo telefonato per dirle che ero a Roma. ‘Amore per te la porta è sempre aperta’, mi ha risposto. Stava benissimo, era in forma sul divano: le gambe bianche, le unghie laccate e i piedi scalzi, come sempre. È un dolore enorme“. In seguito ha aggiunto: “Per me è stata una seconda mamma, una mamma artistica con la quale io ho iniziato, perché lei era a Studio Uno”. “Sono profondamente addolorata. È scomparso un mito che verrà a mancare per sempre. Per me è come se fosse morto un familiare”, ha invece commentato Sophia Loren.

Anche Giancarlo Giannini – al Corriere della Sera – ha ricordato la regista scomparsa, definendola “la vera maestra. Mi scoprì con Rita Pavone”, ha detto. “Senza di lei avrei fatto poco. All’Accademia Silvio D’Amico avevo il grande Orazio Costa come insegnante. Ma lei è stata la vera maestra sul campo. Venne a vedere un mio spettacolo all’Accademia. Mi ha aperto la mente e mi ha fatto capire cos’è la fantasia“. Infine un ricordo di com’era sul set, la sua seconda casa. “Molto decisa, anche aggressiva spesso. Capiva la psicologia di attori e attrici, ci tirava fuori il meglio”.

Anche il mondo della politica le ha voluto rendere omaggio. Dopo l’annuncio del sindaco di Roma Roberto Gualtieri sull’allestimento della camera ardente in Campidoglio, anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha commentato via Twitter: “La prima donna regista candidata all’Oscar, un patrimonio immenso per l’Italia e per le nostre vite di appassionati di cinema e cultura. Ciao Lina”. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini: “L’Italia piange la scomparsa di Lina Wertmuller, una regista che con la sua classe e il suo stile inconfondibile ha lasciato un segno perenne nella nostra cinematografia e in quella mondiale. Prima regista donna a essere candidata all’Oscar per Pasqualino settebellezze nel 1977, premio Oscar alla carriera nel 2020, ha avuto una carriera lunga e intesa, consegnandoci opere alle quale ognuno di noi resterà per sempre legato. Grazie, Lina”.