Politica

Quirinale, Mattarella è “stupito” dalle interpretazioni sul bis: “Sulla rielezione l’opinione del presidente è ben nota”

È dal discorso di fine anno del 2020 che il presidente del Repubblica spiega di non essere disponibile per una eventuale rielezione. I retroscena pubblicati dai quotidiani nelle scorse ore sulla proposta di legge costituzionale depositata dal Pd, però, costringono il Quirinale a intervenire nuovamente sul dibattito relativo alle manovre per una sua eventuale conferma

Sergio Mattarella non vuole concedere il bis. Un’opinione ben nota quella del capo dello Stato. È dal discorso di fine anno del 2020 che il presidente del Repubblica spiega di non essere disponibile per una eventuale rielezione. I retroscena pubblicati dai quotidiani nelle scorse ore, però, costringono il Quirinale a intervenire nuovamente sul dibattito relativo alle manovre per una sua eventuale conferma. Dalla presidenza della Repubblica, infatti, trapela un certo stupore per le interpretazioni sul disegno di legge costituzionale presentato dal Pd per cancellare il semestre bianco e inserire il divieto di rielezione del presidente.

Nella giornata di ieri i senatori dem Dario Parrini, Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa hanno depositato un disegno di legge costituzionale che inserisce nella Carta il divieto di rielezione del capo dello Stato e abolisce il semestre bianco, cioè quel periodo alla fine del mandato in cui il presidente non può sciogliere le Camere. Una mossa, quella del Pd, che è stata intesa come un corteggiamento di Mattarella. Il ragionamento di molti commentatori è il seguente: se il Pd dovesse impegnarsi a inserire nella Carta il divieto di rielezione, forse l’attuale capo dello Stato potrebbe anche ipotizzare di cedere alle richieste dei partiti per un bis. Come dire: Mattarella potrebbe pure accettare un nuovo mandato, magari a tempo come già era successo con Giorgio Napolitano, sapendo che – con la proposta di legge dei dem – il suo sarebbe l’ultimo caso. Senza un divieto formalmente inserito nella Carta, infatti, la seconda rielezione consecutiva che farebbe diventare la conferma del presidente della Repubblica una prassi. Pericolo che sarebbe scongiurato inserendo il divieto nella Costituzione.

In questo modo l’impasse per il Colle si sbloccherebbe: Mattarella sarebbe confermato sbarrando la strada a nomi provenienti dal centrodestra, Mario Draghi rimarrebbe a Palazzo Chigi e il voto anticipato sarebbe scongiurato. Tutta questa ricostruzione, però, è stata completamente smentita dal Colle. La circostanza che in Parlamento si proponga di inserire nella Costituzione il divieto di rielezione, spiegano dalla Quirinale, è infatti motivo di ulteriore conferma della ben nota opinione dell’attuale Presidente di una sua conferma al Colle. Una posizione che il capo dello Stato ha espresso più volte, anche citando i messaggi al Parlamento dei suoi predecessori. E’ il caso di Antonio Segni e Giovanni Leone, che già in passato avevano manifestato l’opportunità di inserire il divieto di rieleggibilità del Presidente della Repubblica con la contestuale abolizione del semestre bianco. E dunque Mattarella, favorevolissimo al divieto di rielezione, ha apprezzato l’iniziativa del Pd. Ma resta fermo sulle sue posizioni: come ha più volte ripetuto, il suo mandato al Quirinale sta per finire. Il dodicesimo presidente non gradisce il bis. Ai partiti, cominciando dal Pd, servirà trovare un altro nome.