Scuola

Giornata della sicurezza nelle scuole, in un anno 35 episodi di crolli. Cittadinanza attiva: “Adeguare le strutture resta un’emergenza”

Bizzarri (Cittadinanza attiva): "Le norme anti Covid 19, pure fondamentali, hanno avuto l’effetto di porre in secondo piano, se non far sparire del tutto, sia il prezioso lavoro di disseminazione delle informazioni e di realizzazione di progetti e prove di evacuazione per prevenire i problemi". Segnalateci problemi e incuria nelle scuole all'indirizzo redazionweb@ilfattoquotidiano.it

“La necessità di adeguare le scuole dal punto di vista della sicurezza strutturale resta un’ emergenza per il nostro Paese, così come occorre continuare a tenere alta l’attenzione e l’informazione sulla prevenzione dei rischi, ben oltre la pandemia”. È l’appello di Cittadinanzattiva in occasione della Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, in cui si torna a parlare di crolli, di prevenzione e dei pericoli che i ragazzi e i docenti corrono tra i banchi.

Un impegno che si fa urgenza proprio in questo tempo di pandemia dove si corre il rischio di dimenticare che i terremoti o le inondazioni possono arrivare da un momento all’altro: “Abbiamo toccato con mano – spiega Adriana Bizzarri, responsabile del settore scuola di Cittadinanzattiva – come da quasi due anni negli istituti scolastici le norme anti Covid 19, pure fondamentali, abbiano avuto l’effetto di porre in secondo piano, se non far sparire del tutto, sia il prezioso lavoro di disseminazione delle informazioni e di realizzazione di progetti per meglio conoscere i rischi più frequenti nel nostro Paese quali alluvione, terremoto, incendio, sia la realizzazione di simulazioni e prove di evacuazione per prevenirli, adottando comportamenti adeguati”. Evidentemente non basta presidiare lo stato di manutenzione e sicurezza delle nostre scuole, monitorare l’andamento dei finanziamenti e degli interventi: occorre anche, contemporaneamente, fare in modo che chi lavora e studia nelle scuole sappia esattamente cosa fare in caso di emergenza.

Una denuncia che va di pari passo con i numeri che Cittadinanzattiva ha esaminato in occasione di questa giornata: “Sono trentacinque gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 e agosto 2021, circa tre al mese. E in due settimane, fra fine ottobre e l’11 novembre, ben sei casi di crolli: 29 aule sono inagibili e 500 studenti sono in Dad nel liceo Boggio Lera di Catania dove, il 10 novembre, è crollato il tetto a causa delle abbondanti piogge; nella stessa mattinata un crollo è avvenuto nella palestra della scuola media Staffetti di Massa. Il comprensivo di Torre del Greco è chiuso fino al 19 novembre con una ordinanza del sindaco a causa di parziali ed improvvisi crolli di intonaco nei corridoi e a Rodigo, in provincia di Mantova, è crollato il controsoffitto in un’aula della scuola primaria lo scorso 5 novembre”.

L’elenco continua: in cinque delle sei classi del plesso Don Milani di Paternò si sono verificati, il 3 novembre, crolli nel controsoffitto a causa delle piogge e a fine ottobre nel quartiere Librino di Catania si è staccato parte del muro di sostegno che circonda il plesso scolastico Fontarossa. Proprio da oggi Cittadinanzattiva, l’Associazione nazionale presidi e la Protezione civile hanno lanciato un’ indagine “Sicurezza, qualità, benessere a scuola in epoca Covid 19”, rivolta ai dirigenti scolastici degli istituti di ogni ordine e grado, per fotografare i mutamenti relativi all’attuazione del Decreto legislativo 81/2008 relativo alla sicurezza dei luoghi di lavoro, compresa la scuola, per fronteggiare l’emergenza pandemica e raccogliere e condividere le buone pratiche. Al ministero, intanto, dopo sette mesi, il ministro Patrizio Bianchi ha convocato in giornata l’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica: al centro dell’incontro le linee di finanziamento per l’edilizia e gli investimenti in materia di infrastrutture previsti nel Recovery Plan.

Segnalateci alla mail redazionweb@ilfattoquotidiano.it fotografie che immortalano i rischi nelle vostre scuole. Avremo così modo di continuare a raccontare i problemi di sicurezza negli istituti scolastici da Nord a Sud