Società

La setta divina, l’inchiesta di Pinotti ricostruisce il lato oscuro dei focolarini di Chiara Lubich

Come sono profonde le pulsioni oscurantiste: ad esempio quelle covate in seno al Movimento dei Focolarini, grande realtà sociale, economica e religiosa diffusa in 182 paesi, 2 milioni di aderenti, finita sotto la lente di osservazione di Ferruccio Pinotti, giornalista a cui non fa difetto la curiosità.

Pinotti ha infatti studiato e parlato a lungo con adepti, o ex, dei Focolari, gruppo fondato nel ’43 da Chiara Lubich in terra trentina, lei figura chiacchieratissima ma potente, eccentrica al punto di pensarsi come Madre della Chiesa, vicaria di Maria: eppure su di lei è aperta una causa di beatificazione e i suoi seguaci la vorrebbero santa subito. Con tatto e rispetto verso uomini e donne che aderiscono con passione sincera a questa magmatica realtà, Pinotti porta in libreria (La setta divina. Il Movimento dei Focolari fra misticismo, abusi e potere, Piemme) la prima inchiesta mai realizzata sul Movimento, conosciuto ma non troppo.

La Rai di recente ha sponsorizzato la figura della Lubich con una fiction prodotta da Luca Barbareschi con Cristina Capotondi nella parte della giovanissima Chiara che nel ’43, durante il bombardamento di Trento, riunisce attorno a sé un gruppo di coraggiose ragazze e crea il primo focolare: una operazione di semplificazione storica aggravata dall’azzeramento di qualsiasi spirito critico, un racconto agiografico che ha scatenato fiumi di lettere nelle redazioni dei quotidiani che hanno dedicato recensioni al prodotto televisivo, reazione sdegnata di molti ex appartenenti al Movimento vittime di abusi.

Eh sì. Perché oltre al misticismo e alle opere di carità, al gigantismo organizzativo, ai sorrisi stampati, alla esaltazione del carisma di Chiara, guida suprema, il Movimento dei Focolarini – la cui originalità non si discute: basti pensare che sono l’unico movimento cattolico a guida femminile sin dalla sua fondazione – sono stati e sono anche luogo di abusi sessuali, distruzione della personalità individuale, fanatismo, suicidi solitari, psicofarmaci, asservimento alle figure guida, repressione della sessualità e omofobia: un mondo orribile scavato nell’inchiesta di Pinotti attraverso il racconto dei protagonisti.

Non mancano le voci di dirigenti attuali dai profili molto colti e interessanti che non bastano a coprire il lungo elenco di contraddizioni di questo movimento ecclesiale che è anche macchina del potere e di denaro: sembra che valga tra i 5 e i 7 miliardi di euro. Una multinazionale della fede che continua ad essere una costola molto forte del mondo integralista cattolico accanto ad altre realtà come l’Opus Dei, Comunione e Liberazione, Neocatecumenali, evangelici, Rinnovamento dello Spirito.

Papa Francesco lo scorso giugno ha cominciato a prendere le contromisure adottando un decreto che esige dai movimenti una vera e profonda democratizzazione e limita il culto della personalità. Ma siamo agli inizi. Il Movimento della Lubich è stato in passato coccolato e protetto. Giovanni Paolo II fu grato al suo integralismo come a quello di tutti gli altri gruppi disposti ad appoggiare il suo papato e la sua crociata anticomunista: di lì si è sprigionato un cattolicesimo militante che oggi nell’est Europa alimenta i desideri di nuova Vandee. Per questo è interessante capire le pulsioni oscurantiste di un movimento come quello dei Focolari: roba di ieri che dà volto all’oggi.