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Green pass, Cgia Mestre: “Pochissimi i controlli. Un milione di dipendenti non ce l’ha ma continua a lavorare, forse per tacito accordo coi datori”

C’è mediamente un milione di lavoratori che non ha il green pass, ma che continua a lavorare“. Lo annuncia nella trasmissione “Res Publica”, su Cusano Tv Italia (canale 264 dtt), Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), che proprio in questi giorni ha pubblicato una stima del numero di ‘lavoratori fantasma’ nel nostro Paese, cioè di italiani occupati ma privi di green pass tra i 20 e i 59 anni.


Zabeo spiega: “Obiettivamente non sappiamo quanti di questo milione di lavoratori siano a casa in malattia o in ferie. Certo è che, secondo noi, la norma sui controlli nelle aziende è abbastanza blanda. E infatti sono pochissimi i controlli, sia da parte dell’Asl, sia da parte degli ispettorati di lavoro. Quindi, è probabile che nelle piccole imprese, ma non solo, ci sia un tacito accordo tra imprenditore e lavoratore per far sì che anche chi non è vaccinato o non abbia fatto il tampone entri ugualmente in azienda – continua – Quello che ci fa specie è che, ad esempio, nell’autotrasporto circa il 10-15% degli autisti non è vaccinato. Eppure le merci arrivano lo stesso. Evidentemente, quando un autista non vaccinato arriva nel piazzale di un’azienda per scaricare la merce e non ha il green pass, si fa finta di niente e il mezzo viene scaricato lo stesso. Insomma, è palese che si si stia raggirando l’ostacolo. Si è trovata una via di fuga, ci sono pochissimi controlli e si va avanti così, nella speranza che alla fine dell’anno tolgano il green pass”.

E aggiunge: “Il green pass è evidentemente uno strumento inefficace. Però è una norma di legge e va rispettata. Ma per rispettarla bisogna essere corretti da ambo le parti: quella del lavoratore e quella dello Stato. Il problema attuale è che la domanda dei tamponi è ben superiore all’offerta, cioè i punti di vaccinazione, pubblici e privati, non sono in grado di coprire la domanda dei lavoratori che non vogliono vaccinarsi e devono sottoporsi al tampone. Lo ribadisco con forza: noi siamo a favore dell’obbligo vaccinale. Un milione di lavoratori senza green pass equivale a circa il 12,2% degli occupati: in termini percentuali, è una minoranza, ma in termini assoluti è tanta roba”.

Zabeo menziona la circolare firmata dal commissario all’emergenza covid, Francesco Figliuolo, che ha dato il via libera alle farmacie per effettuare tamponi rapidi anche oltre l’orario di apertura. E osserva: “Se tu per legge mi consenti di lavorare previo tampone, ma poi non puoi farmelo, allora ci troviamo di fronte alla violazione di un diritto importantissimo come quello del lavoro. Questo è abbastanza grave. In uno Stato di diritto che si basa sul principio della legalità, la stessa legalità deve essere sempre rispettata sia dal privato, sia dal pubblico – conclude – Qui invece il pubblico fa una legge e poi non è in grado di farla rispettare. Chiediamo allora che il governo si assumi la responsabilità di estendere per legge l’obbligo del vaccino, ma mi rendo conto che questo provvedimento in Parlamento non avrebbe la maggioranza”.