Politica

Lobby Nera, i pacchi di Banco Alimentare (che riceve fondi pubblici) usati dall’estrema destra per fare propaganda. Orlando: “Verifichiamo”

Il ministro del Lavoro ha annunciato che verranno fatti degli accertamenti per stabilire se la Onlus sia direttamente coinvolta nella campagna elettorale degli esponenti di Lealtà Azione all'interno della Lega, dopo la seconda puntata dell'inchiesta pubblicata da Fanpage. Intanto il presidente Giovanni Bruno: "Nessun legame con loro"

C’è un altro elemento su cui è necessario fare chiarezza nell’inchiesta di Fanpage sulla Lobby Nera che opera all’interno di Fratelli d’Italia e Lega grazie a rapporti privilegiati con importanti esponenti dei due partiti. Nella seconda puntata del video, tra le tante attività svolte dai candidati leghisti e da membri del movimento di estrema destra Lealtà Azione si vedono questi esponenti consegnare alle persone bisognose pacchi di cibo di Banco Alimentare, Onlus che si occupa della raccolta e distribuzione di generi alimentari e che riceve sovvenzioni pubbliche, con attaccati volantini elettorali. Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, su Twitter ha annunciato che ci sarà un’indagine approfondita per verificare eventuali responsabilità: “Ho disposto una verifica sul possibile utilizzo dei pacchi alimentari finanziati da risorse nazionali ed europee nell’ambito di campagne elettorali dell’estrema destra così come segnalato dall’inchiesta di Fanpage di ieri”, ha scritto l’esponente del Pd.

Da parte sua, la fondazione ha voluto subito sottolineare la sua estraneità alla questione e ha puntualizzato che non esiste alcun contatto tra Banco Alimentare e Lealtà Azione. Il presidente Giovanni Bruno, intervistato da Affari Italiani, ha dichiarato: “Appena abbiamo visto il servizio televisivo ci siamo subito mossi, dando anche incarico ai nostri legali di tutelare la nostra immagine. Contrariamente a quanto si capirebbe dal servizio, noi non abbiamo alcun tipo di legame con Lealtà Azione”. Affermazione che sarà comunque verificata dagli accertamenti già ordinati dal governo. “Abbiamo verificato che i pacchi alimentari erano stati consegnati ad un’altra associazione, che girandoli a sua volta e a nostra insaputa ha commesso una grave scorrettezza e abuso – spiega Bruno – Per questo motivo, abbiamo provveduto alla sospensione di ogni rapporto a tutela del lavoro che facciamo da 32 anni”.

Nell’inchiesta video, il giornalista infiltrato mostra Max Bastoni, Silvia Sardone e Stefano Pavesi, i tre membri di Lealtà Azione dentro la Lega, che distribuiscono di persona i pacchi alle persone dal loro banchetto elettorale, affermando che si tratta di sacchetti forniti da Banco Alimentare. “Distribuiamo i pasti un po’ come fa la Caritas“, spiega Bastoni al giornalista. Con in bella vista, però, il ‘santino’ elettorale dei loro candidati.