Scuola

“La scuola è iniziata da tre settimane, ma gli editori non hanno fornito i testi. Ritardo clamoroso”. La denuncia dei librai

I maestri fanno come possono: usano l’esperienza, fanno attività di accoglienza, adoperano il libro digitale mostrandolo alla classe con la lavagna multimediale, ma di fatto sono settimane in cui per gli alunni è impossibile studiare. Ma gli editori si difendono: "Situazione eccezionale, stiamo risolvendo i problemi"

La scuola è iniziata da tre settimane, “ma i libri sui banchi dei bambini della primaria non sono ancora arrivati”. La denuncia arriva dal presidente dell’Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini che cita anche un numero: sei librerie e cartolibrerie su dieci segnalano forti ritardi sulle consegne dei libri della scuola elementare. Lo sanno bene gli insegnanti e i genitori che ogni anno al suono della prima campanella non hanno mai un solo testo in mano. Solitamente passa una settimana, massimo dieci giorni, ma quest’anno dei libri di italiano, matematica, storia e geografia per ora non se ne parla.

I maestri fanno come possono: usano l’esperienza, fanno attività di accoglienza, adoperano il libro digitale mostrandolo alla classe con la lavagna multimediale, ma di fatto sono settimane in cui per gli alunni è impossibile studiare. “Si tratta di testi che, una volta scelti dagli insegnanti, vengono stampati e distribuiti alle scuole italiane direttamente dagli editori. Sono gratuiti – spiega Ambrosini a Ilfattoquotidiano.it – a carico dei Comuni. Non c’è usato. Non si capisce quindi la ragione del clamoroso ritardo”.

La norma prevede che il collegio dei docenti, in base alle richieste dei singoli insegnanti veicolate attraverso i consigli di classe e di interclasse, deliberi la scelta dei libri di testo da adottare nell’anno scolastico precedente, così da consentire agli alunni di iniziare l’anno scolastico con tutti i testi necessari. Una procedura che è ormai prassi nelle scuole di tutt’Italia. Ad aprile-maggio, in genere, il “parlamentino” dei docenti, dopo averli scelti anche con la collaborazione dei genitori, procede con l’adozione.

Nella prima classe della scuola primaria vengono utilizzati i seguenti libri di testo: libro della prima classe, quello di religione (per chi se ne avvale), e quello di inglese. Nelle classi successive si aggiungono i sussidiari dei linguaggi e i sussidiari delle discipline. Nella scuola primaria tutti i libri di testo sono gratuiti e possono essere acquistati presso qualsiasi libreria, presentando la cedola libraria fornita dal Comune e consegnata direttamente dalla scuola nei primi giorni di lezione. Un sistema che non sempre sembra ben funzionare: “Tutto questo – dice Ambrosini – conferma che occorre intervenire per rivedere un meccanismo che porta benefici solo agli editori dato che l’industria editoriale, anche nell’anno della pandemia, ha chiuso con utili che si aggirano sul +16%. Forse i tempi sono maturi per far sì che l’adozione diventi realmente patrimonio per la scuola e per l’intera filiera del libro”.

Secondo il presidente, quest’anno il ritardo colossale si è verificato perché il Governo ha spostato i termini di adozione di due settimane. Di conseguenza la produzione e la stampa hanno preso avvio più tardi e gli editori hanno avuto difficoltà a reperire la materia prima. “Ogni anno – racconta Ambrosini – è la solita storia. Al suono della prima campanella non ci sono mai i testi. È assurdo. Nel comparto della primaria il mercato è garantito, visto che tutti li acquistano dal momento che li paga lo Stato. L’editore quando ha la conferma dell’adozione dovrebbe garantire una distribuzione corretta. Ci auguriamo che il ministero prenda in mano questa situazione”.

Dal canto loro, gli editori non si nascondono. Paolo Tartaglino, vicepresidente dell’Associazione italiana editori e presidente del gruppo educativo spiega: “I ritardi risentono della situazione eccezionale che la scuola sta vivendo con problemi che hanno causato talvolta degli slittamenti nei tempi delle adozioni. Sappiamo che ci sono delle criticità, stiamo lavorando con i librai per risolverli e per migliorare in futuro i servizi del sistema distributivo”. Un problema che investe non solo la comunità scolastica ma anche la categoria economica dei librai: “Noi paghiamo in anticipo i libri ma poi ci vengono consegnati con il contagocce. In tutto questo spesso capita anche che le fatture non siano pagate puntualmente dai Comuni. I finanziamenti dati dallo Stato per il diritto allo studio devono avere un vincolo di destinazione”.