Cronaca

Alghero, parla Carles Puigdemont: “Continuerò a viaggiare. Tornerò qui come cittadino di una Repubblica”

L'ex presidente catalano scarcerato ieri dopo l'arresto all'aeroporto di Alghero e in attesa di una decisione della Corte d'Appello di Sassari riguardo alla richiesta d'estradizione della Spagna, legata al referendum per l'indipendenza organizzato nel 2017, ha parlato prima dell'incontro con le autorità locali

“Continuerò a viaggiare, sono state ore difficili ma questo intento di fermarmi non vincerà. La lotta per la libertà continua e continuerà“. Non fa un passo indietro Carles Puigdemont, l’ex presidente della Catalogna arrestato e poi scarcerato ad Alghero in seguito a un mandato di cattura spagnolo e in attesa adesso della sentenza della Corte d’Appello di Sassari sulla richiesta d’estradizione inviata da Madrid. Nel corso della conferenza stampa convocata in serata dal suo entourage, il leader catalano è tornato a pronunciare gli slogan indipendentisti e a scagliarsi contro le manovre di Madrid: “Un’Europa in cui la libertà d’espressione e il diritto all’autodeterminazione siano dei pilastri fondamentali. In meno di 24 ore il tribunale di Sassari ha confermato che noi abbiamo ragione e che ha torto la Spagna, che non rispetta i diritti politici”. Il suo legale ha precisato che Puigdemont sarà presente all’udienza del 4 ottobre davanti alla Corte d’Appello di Sassari, durante la quale si deciderà sulla richiesta di estradizione. “Il rischio è zero. Questo caso è morto”, ha detto.

“Torneremo ad Alghero come cittadini liberi di una Repubblica, in un’Europa più democratica e più unita nei diritti fondamentali”, ha poi aggiunto durante l’incontro col sindaco di Alghero Mario Conoci. “Viva Alghero e viva la Catalogna libera. Scrivo con onore immenso ed emozione infinita queste parole nel libro dell’amatissima città di Alghero”.

Puigdemont si trova ancora ad Alghero, visto che il giudice che ha disposto la sua scarcerazione ha anche deciso che non possa lasciare la Sardegna prima del verdetto definitivo sul suo caso, dove era arrivato in questi giorni per un importante appuntamento internazionale dedicato al folklore catalano, Adifolk. L’arresto su mandato internazionale avvenuto due sere fa all’aeroporto ha modificato i sui programmi, inducendolo ieri sera a evitare tutti gli appuntamenti pubblici per prendere parte solo alla cena di gala nella blindatissima cornice di Villa Mosca.

Il leader dell’indipendentismo catalano si è incontrato con gli altri esponenti istituzionali della Catalogna presenti ad Alghero per fare il punto sulla situazione giudiziaria insieme all’avvocato sassarese Agostinangelo Marras, reclutato per assisterlo nell’udienza di convalida dell’arresto che si è celebrata ieri, mentre il 4 ottobre si discuterà della sua eventuale estradizione. Oggi però la città gli ha fatto sentire tutto il suo supporto, accogliendolo con applausi, abbracci e cori.

Il caso che ha coinvolto l’eurodeputato catalano ha inoltre rischiato di creare un terremoto nei rapporti tra l’esecutivo guidato da Pedro Sanchez e il partito catalano Erc, alleati nel tentativo di portare avanti il dialogo nel processo di pacificazione tra Madrid e Barcellona. Lo scrive oggi El Paìs, aggiungendo che “i primi contatti discreti e alcune dichiarazioni pubbliche dei leader”, gli indipendentisti Pere Aragones e Oriol Junquera, ed il premier Pedro Sanchez, “chiariscono che tutti stanno cercando di proteggere il dialogo sul futuro della Catalogna ed il negoziato sul bilancio ed isolarli dalla crisi scatenata dall’arresto di Puigdemont”.