Televisione

Star in the Star, dopo la sfuriata di Pier Silvio Berlusconi qualcosa è cambiato. Ma non supera la prova dell’Auditel

Il programma andrà in onda con le sette puntate previste? Difficile immaginare l'arrivo alla fine con questi risultati. Il sito Dagospia aveva riportato la reazione furiosa di Pier Silvio Berlusconi e la minaccia da parte di Mediaset di querele contro la società di produzione Banijay guidata dai fratelli Bassetti a cui è stata già inviata una diffida

Niente da fare: “Star in the Star” conferma il flop di ascolti. Al debutto il nuovo show di Canale 5 aveva ottenuto 1.947.000 telespettatori con uno share dell’11.02%, la seconda puntata è stata vista da meno spettatori 1.816.000 spettatori e l’11,5% di share. Con la trasmissione condotta da Ilary Blasi doppiata dalla fiction di Rai1 “Fino all’ultimo battito” che ha registrato 3.884.000 spettatori con il 20,4% di share.

Il gruppo di lavoro ha provato a cambiare la trasmissione in corso d’opera, con un nuovo meccanismo, affermando di far cantare i concorrenti dal vivo. Non solo, spazio a una doppia eliminazione ma soprattutto provando ad apportare delle modifiche, non sempre riuscite, alle maschere. Al debutto erano apparse assai inquietanti e non permettevano nemmeno di muovere la bocca, gli occhi quasi non si vedono: miglioramenti sembrano esserci stati ma il livello è comunque da ritenere non accettabile.

Due “star” hanno abbandonato la seconda puntata dopo l’uscita di scena alla prima di Elton John interpretato da Massimo Di Cataldo. Dietro la maschera di Patty Pravo si nascondeva Gloria Guida, come Di Cataldo già concorrente a “Tale e Quale Show“. Secondo eliminato della serata Paul McCartney entrato in gioco proprio nella seconda puntata, si nascondeva Ronn Moss, ex Ridge di Beautiful.

Star in the Star andrà in onda con le sette puntate previste? Difficile immaginare l’arrivo alla fine con questi risultati. Il sito Dagospia aveva riportato la reazione furiosa di Pier Silvio Berlusconi e la minaccia da parte di Mediaset di querele contro la società di produzione Banijay guidata dai fratelli Bassetti a cui è stata già inviata una diffida. “O la prossima puntata cambierà radicalmente o l’azienda di Cologno Monzese procederà con richiesta danni e querela”, il senso della missiva. Nulla a che vedere con le polemiche della vigilia, in cui il programma era finito nel mirino per la somiglianza con Tale e Quale Show e Il Cantante Mascherato. Il problema? Il cuore dell’idea disattesa rispetto al contratto di appalto: “Tanto che la parola chiave della diffida è ‘truffa’, avete letto bene: il pubblico è stato truffato, secondo Pier Silvio Berlusconi, perché il punto forte del programma era l’assoluta somiglianza tra il personaggio sul palco e la leggenda musicale interpretata. Il pubblico a casa doveva chiedersi: ‘Ma non sarà davvero Elton John? È identico! Ma come hanno fatto?’”, il racconto del sito diretto da Roberto D’Agostino. L’effetto aveva ricordato di più il Museo delle Cere.