Scuola

Scuola serale, Luna e il suo papà si diplomano insieme e dimostrano che non è mai troppo tardi

Luna ha festeggiato il suo 22esimo compleanno con un diploma di Maturità tecnica, indirizzo elettronico, con un sonante 94/100 ottenuto al termine di un triennio frequentato di sera. Nella stessa classe c’era anche suo papà, elettricista 47enne, appassionato anche lui di elettronica, che ha scelto da molto tempo di occuparsi del figlio minore autistico ormai adulto e da accudire a tempo pieno mentre la mamma lavora fuori casa. Lui l’esame l’ha superato con 100/100, ha ottenuto pure la lode. E dire che si era iscritto più che altro per avere una scusa per accompagnare la figlia nelle sere invernali, e dietro sua insistenza. Poi ci ha preso gusto e la passione per l’elettronica ha avuto la meglio, diventando un insegnante aggiunto e un sostegno per tutta la classe.

I due sono arrivati alla meta con questi risultati nonostante il lockdown per la famiglia sia stato doppiamente pesante: certo la didattica a distanza, ma soprattutto la chiusura delle strutture territoriali dove il figlio minore trascorre parte della giornata in attività adatte alle sue condizioni, una vera sciagura perché tutte le sue abitudini sono state sconvolte e i ritmi di vita modificati.

La sua maturità Luna l’ha conseguita nella stessa scuola che aveva frequentato (con bei voti) per due anni di scuola media. Al termine del primo biennio aveva deciso – contrastata in ogni modo dai suoi insegnanti che insistevano perché continuasse – di lasciare il percorso di istruzione tecnica per iscriversi a un corso di “Operatore delle lavorazioni artistiche di Oreficeria”. La passione di Luna era già allora quella di disegnare e costruire gioielli, e finito il corso ha anche toccato con mano la difficoltà di inserirsi in un settore così di nicchia e discretamente chiuso alle possibilità occupazionali. Non ha abbandonato il progetto, ma ha pensato di riprendere la scuola da dove l’aveva lasciata e nel modo che le cronache locali hanno raccontato in questi giorni per lei felici. Insomma, una bella storia, di quelle che i giornali mettono nella sezione “buone notizie”: in tempi di Esami di Stato, insieme alle tante polemiche, in tutta l’Italia si scoprono storie così.

Poi vai a scorrere i tabelloni coi risultati della Maturità, oramai Esami di Stato, dell’importante scuola piemontese in cui si sono diplomati, e scopri che nella loro classe altri sei allievi si sono diplomati con 100/100, una buona metà degli altri ha avuto voti sopra gli 80/100. Non è un exploit, è quasi una regola. Lo era anche prima delle Maturità “short” degli ultimi due anni: le performance delle classi dei corsi serali (e non solo) dell’Istituto sono un esempio di come la scuola pubblica, specie quella per gli adulti, resiste agli attacchi e ai tentativi di demolizione a favore degli esamifici privati.

A costo di essere ripetitivi, tocca scrivere dell’atteggiamento dei docenti che si prendono cura degli allievi, costantemente a disposizione e monitorandoli individualmente per intervenire appena qualcuno sparisce dai radar. Quelli del serale sanno che, di questi tempi, basta una trasferta lavorativa a cui l’allievo non può sottrarsi o un cambio nell’orario di lavoro e la frittata è fatta. Mentre se ne prendono cura poi, si ingegnano a fornire materiali e supporti a tutti quelli che, impossibilitati, non vogliono rimanere indietro.

Anche solo la ripetizione degli argomenti non compresi, la ripetizione dell’esercitazione andata male, l’incontro (dal vivo o in remoto) degli allievi che vogliono approfondire un argomento o semplicemente ottenere un supplemento di spiegazione. Questo quando i dirigenti sentono e praticano la responsabilità di fare coordinamento e governo, perché tutti si applichino con il rigore e l’ambizione di rendere un servizio alle persone e al Paese. Perché l’esistenza di un servizio che permette di riprendere gli studi da dove eri rimasto cambia le vite e per davvero.

Il papà di Luna dimostra che non è mai troppo tardi e Luna non ha abbandonato il progetto di dedicarsi ai gioielli, deve trovare lavoro e ora ha una chance in più. Sa che anche i microchip sono delle vere e proprie opere d’arte per quel che contengono e quello che permettono di progettare e realizzare. Sta arrivando il tempo dei “gioielli intelligenti”, monili in cui si combinano la maestria dell’orafo e la duttilità funzionale dell’elettronica, chissà che non ci tocchi prima o poi occuparci nuovamente di lei.