Politica

M5s, spero nell’accordo: Grillo e Conte sono indispensabili. Credo che il miracolo sia possibile

Nessuno ha ancora visto lo Statuto e la Carta dei valori che dovrebbero rinnovare la storia della forza politica più grande all’interno del Parlamento, neanche i Capogruppi del gruppo parlamentare di Camera e Senato. Eppure tutti noi, che la storia del M5S l’abbiamo scritta, potremmo dare più di un contributo, più di un commento a un testo che vuole essere messo ai voti senza modifiche e a scatola chiusa. Rendere questo processo partecipato sarebbe il vero modo per dimostrare che si parte veramente con un nuovo stile democratico e partecipato.

Credo e spingerò fino alla fine affinché Conte e Grillo possano arrivare ad un accordo. Credo ancora che il miracolo sia possibile. Nell’assemblea parlamentare di ieri in tanti abbiamo espresso l’esigenza di lavorare per un incontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte con tutti i gruppi parlamentari: lo hanno chiesto gli europarlamentari riuniti in assemblea, lo hanno chiesto i consiglieri comunali di Torino, che in queste ore si sono riuniti per dare il loro contributo.

Per tanto tempo, durante il governo del Paese e il governo delle città importanti come Torino, ci è stata chiesta responsabilità ed oggi questa responsabilità la chiediamo noi per uscire da una dinamica di scontro ed entrare nella dinamica del confronto per poter rinnovare il MoVimento 5 Stelle per il bene del paese. Sia Grillo che Conte restano indispensabili. A Conte riconosco la sua capacità di governo del Paese, con le relazioni internazionali e con la forza e lealtà con cui ha sostenuto alcune delle nostre battaglie storiche come il reddito di cittadinanza e il decreto anticorruzione. A Grillo riconosco la sua capacità innovativa, la forza di introdurre temi politici di avanguardia che riguardano il futuro e l’ecologia del pianeta.

Per questo trovo ingeneroso in queste ore attaccare Grillo, come se tutti gli errori del M5S e tutti gli errori di un mancato accordo fossero in capo a lui. Avere leadership significa anche riuscire a mediare all’interno di una forza politica, saper riuscire a costruire relazioni, non solo con il fondatore di questa forza politica, ma anche costruire relazioni con i suoi rappresentanti, con la storia e il bagaglio di ogni portavoce del M5S.

Conte è stato un ottimo Presidente del Consiglio, ma chiediamo di dimostrare di aver capacità di ascolto della storia del M5S, chiediamo a Conte e a Grillo responsabilità e apertura al dialogo con tutti noi, chiediamo una mediazione, per il bene della forza politica che vogliono guidare, per il bene di un orizzonte politico per l’Italia che non si affidi ai sovranisti e gli isolazionisti.

Sono stato critico con il precedente statuto del M5S eccessivamente verticistico, senza articolazioni territoriali e senza democrazia interna. Eppure, anche con quello statuto e con i poteri pieni del garante, il precedente capo politico Luigi Di Maio ha avuto tutta l’autonomia possibile. Ha formato due governi, ha scelto ministri, sottosegretari, ha svolto e preso decisioni in tutti i Consigli dei ministri, ha scritto norme e scelto priorità, ha bocciato o promosso alleanze sui territori e per questo non regge l’idea che Conte sia un leader dimezzato con uno statuto più avanzato.

Tuttavia, non avendo letto lo Statuto, non conosciamo se questo accentramento di potere è stato superato, se abbiamo veramente ottenuto più democrazia e se possiamo migliorare la nostra casa.

Per questo, ne usciremo come comunità ancor più forte e ancor più determinante per il destino del Paese, solo se Giuseppe Conte e Beppe Grillo faranno un mezzo passo indietro e lasceranno lavorare allo statuto anche l’intera comunità del M5S per fare tutti insieme un passo in avanti.