Media & Regime

Gedi, il primo anno degli Elkann chiude con un rosso di 166 milioni: persi 71 milioni di entrate. Pubblicità crollata di quasi il 20%

Il gruppo editoriale padrone di Stampa, Repubblica e Secolo XIX ha accumulato un passivo totale di 426 milioni dal 2017. A contribuire di più alla discesa dei ricavi è il calo della diffusione dei quotidiani (persi 13 milioni). L'ad Scannavino si appresta a una ristrutturazione radicale: dai pre-pensionamenti massicci alla chiusura delle sedi locali, fino alla razionalizzazione del portafoglio testate

Il primo anno di gestione Elkann del gruppo Gedi si chiude con un rosso di 166 milioni. Lo riporta Fabio Pavesi su affaritaliani.it, specificando come l’editore di Repubblica, Stampa, Secolo XIX, tre radio e vari quotidiani locali abbia perso 71 milioni di entrate nel corso del 2020, anno in cui è passato sotto il controllo all’89% della finanziaria Exor (a maggio). I ricavi, infatti, sono scesi a 533 milioni dai 604 del 2019, un taglio secco di oltre un decimo del giro d’affari. E il gruppo va già in perdita anche a livello operativo (-12 milioni).

Gedi, inoltre – prosegue l’articolo – ha dovuto svalutare avviamenti delle testate per 82 milioni di euro, con Repubblica a registrare la perdita di valore più importante. Ammontano a 24 milioni le uscite per oneri di ristrutturazione, a 11 milioni quelle per la cessione di alcune testate minori. La pulizia dei valori di bilancio prosegue per il quarto anno consecutivo: i De Benedetti, vecchi proprietari del gruppo, avevano già ampiamente ridimensionato prima di cedere la mano alla holding di casa Agnelli. Gedi, infatti, è reduce da perdite cumulative che dal 2017 al 2019 ammontavano già a 260 milioni e adesso, con l’ulteriore passivo del 2020, toccano quota 426 milioni.

Del resto, l’emorragia di copie vendute dai giornali del gruppo non accenna a fermarsi. A contribuire di più al crollo dei ricavi, infatti, sono la diffusione (persi in un anno 13 milioni) e soprattutto la pubblicità, crollata di quasi il 20%. In particolare, il calo di vendite di Repubblica – la testata più importante del carnet – è da anni superiore a quello del rivale storico, il Corriere della Sera di Urbano Cairo. E il digitale, pur in crescita, non compensa le perdite in edicola. Per questo l’amministratore delegato Maurizio Scannavino si appresta a una ristrutturazione radicale, con una serie di misure che vanno dai pre-pensionamenti massicci a Repubblica e Stampa alla chiusura delle sedi locali, fino alla razionalizzazione del portafoglio delle testate. Tra le prime vittime la versione italiana del giornale online Business Insider, sull’orlo della chiusura.