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Aka7even a FqMagazine: “Dopo l’encefalite e il coma avevo paura di restare solo. Ora non più e lo devo al percorso fatto ad “Amici””

Il cantante ha attraversato diverse fasi importanti nel suo percorso dentro Amici 2021 riuscendo a raccontare il momento terribile dell'encefalite e del coma, superando qualsiasi paura e diventando un po' più forte

Non ha vinto nessun premio alla Finale di “Amici di Maria De Filippi” ma Aka7even – vero nome Luca Marzano, classe 2000 – porta a casa il disco di platino per il singolo “Mi manchi”, un contratto con la Sony-Columbia Records e un disco appena uscito con dodici brani. Il cantante ha attraversato diverse fasi importanti nel suo percorso dentro al talent riuscendo a raccontare il momento terribile dell’encefalite e del coma, superando qualsiasi paura e diventando un po’ più forte. Una cosa è certa, il cantautore vuole essere la nuova popstar italiana con uno sguardo all’America.

Deluso per non aver vinto nemmeno un premio ad ‘Amici’?
Sinceramente no. Il mio premio è stato il pubblico che mi ha accolto una volta fuori dalla scuola. Un calore enorme.

Cosa è piaciuto di te?
Il mio essere sincero e schietto.

“Ciuccio e presuntuoso” ha detto Anna Pettinelli di te. Sei così?
Ciuccio forse ma presuntuoso no perché detesto chi è presuntuoso. Con Anna abbiamo chiarito completamente, la situazione era un po’ pesante in generale.

Hai vissuto il serale con nervosismo?
Sono state settimane piene di stress, c’erano prove in continuazione, canzoni da selezionare, mi colpivano i commenti dei giudici in studio. Insomma mi pesava tutto e sul palco si vedeva. Tendevo a chiudermi con le spalle, la gamba saltellava e involontariamente guardavo per terra. Insomma non mi rappresentavo al meglio, mi sono sbloccato le ultime quattro puntate. Lì è cambiato tutto.

Sei un perfezionista?
Tendo più che altro ad improvvisare ma se ci sono certe cose che non vanno le noto e devo cercare di metterle a posto.

Ti definisci un rompip***?
(Ride, ndr) Un po’ lo sono, lo ammetto.

Ami il gossip?
Preferisco parlare della musica, tutto il resto è extra.

La relazione con Martina ti ha danneggiato?
No. Mi sono ripreso subito dopo.

I rumors sull’affetto di Tancredi nei tuoi confronti?
Nulla di vero e comunque non sono uno che ci rimane male. Insieme ci abbiamo riso molto e anche su Twitter ho scherzato su questa cosa.

Ad ‘Amici’ hai confessato di aver avuto una encefalite, di essere andato in coma e di essere stato allontanato dai compagni. Ti ha rafforzato tutto questo o ti ha buttato giù?
Indirettamente mi ha rafforzato. Il post coma ha avuto un impatto fortissimo. Volevo incontrare i miei compagni di scuola ma varcata la porta tutti cercavano di starmi lontano, si era diffusa la voce che avessi una meningite. Non era vero. Non ho più frequentato la scuola per un paio di mesi e piano piano mi sono ripreso e ho riallacciato alcuni rapporti. In quel periodo sono stato costretto a lavorare molto su me stesso e la solitudine.

Hai dichiarato: “Io oggi ho una sola paura, di rimanere solo nella mia vita”. È ancora così?
Non ho più paura e lo devo al percorso fatto ad ‘Amici’. Sono il quinto figlio di una famiglia numerosa, ho avuto amici che mi sono stati vicino ma poi mi sono ritrovato da solo a lottare con me stesso. Ho accettato tante cose di me e imparato a farmi forza.

Come nasce questo album?
Nasce prima di entrare ad ‘Amici’, alcuni pezzi erano stati già realizzati. Poi ci sono arrivati altri brani dentro la scuola come ‘Mi manchi’. Guardo al pop americano, dove un artista spiazza sempre proponendo brani uptempo ma anche ballad intense. È quello il mio mondo.

A gennaio 2022 sarai in tour. Stai già preparando qualcosa?
Guardo molto al mondo americano con grafiche, corpo di ballo, insomma vorrei creare uno show.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Ogni giorno scopro cose nuove e cerco di avere una mente aperta. Vorrei fare tantissime cose nuove con l’obbiettivo di proporre un progetto musicale che sia ‘fresco’ e che mi rappresenti. Sono fiducioso e amo definirmi un sognatore. Amo le cose difficili e se sono messo alle strette sprono ancora di più a fare meglio e lavorare al massimo. Uno dei miei desideri è farmi spazio nel mercato estero, sarebbe fighissimi. Ora mi rimbocco le maniche e lavoro per il mercato italiano.

Cosa ricordi della tua esperienza a X Factor nel 2017?
Avevo 16 anni e sono arrivato ai Bootcamp. Su quel palco c’era un ragazzino timido, chiuso… Ero molto chiuso allora, oggi tutto è cambiato.