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Classi energetiche: le case italiane sono poco efficienti

La maggior parte del patrimonio immobiliare italiano appartiene alla classe energetica G, la più bassa: il dato dal rapporto di Enea, I-Com e Fiaip

La maggior parte delle case in Italia appartiene ancora alla classe energetica G, la più bassa e la meno efficiente. È il dato che emerge in modo più vistoso dall’ultimo report di Enea, I-Com e Fiaip (Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti) e che ha coinvolto 550 agenti immobiliari professionali. Un patrimonio immobiliare, quindi, le cui prestazioni sono ancora in larga misura migliorabili e nello stesso tempo lontane dagli standard richiesti a livello europeo.

Efficienza energetica delle case: l’impegno finanziario è l’ostacolo più grande

Secondo lo studio, gli elevati costi di ristrutturazione e di efficientamento rappresentano il principale problema per intervenire sulla classe energetica degli edifici.

Si guarda quindi con speranza al ruolo che potrebbe avere la misura del Superbonus al 110%, le cui applicazioni sono bene illustrate in questo approfondimento del Blog di Immobiliare.it. Tra gli agenti del campione intervistato prevale la fiducia sugli effetti positivi che l’agevolazione potrebbe portare e che – secondo il 36% – ha già avuto.

“Qualificazione della domanda immobiliare, effetti delle misure del Superbonus 110% ed entrata a pieno regime delle norme sugli edifici ad emissione quasi zero potrebbero essere l’innesco di un salto radicale nelle dinamiche del mercato immobiliare rispetto al tema dell’efficienza energetica” commenta Franco D’Amore, vice presidente I-Com.

Nuove costruzioni, prestazioni migliori

Il trend si inverte per questo specifico segmento: raggiunge infatti quasi un valore di saturazione la percentuale delle nuove costruzioni che appartengono alle classi energetiche A1-4 e B, pari all’80%. In questo senso hanno probabilmente inciso gli obblighi di legge sugli standard minimi.