Società

Nel ‘Vicolo degli Onesti’ siamo ancora pochi: occorre riempire più spazi. Soprattutto in sanità

È ufficiale. Sono stati firmati i contratti di distribuzione per il docufilm Vicolo degli Onesti, di Simona Calo, che prende spunto dai due libri di Raffaella Giuri per Linea Edizioni, che ci spiegherà che ci sono altre strade da poter usare dalla parte di tutti. Guidedoc.tv, ma soprattutto quella che viene definita la nuova Netflix italiana sponsorizzata dal ministero della Cultura, ItsArt, lo trasmetteranno da fine maggio.

Sono molto orgoglioso della programmazione anche se continuo a sentirmi solo nelle mie idee. Sono dalla mia parte tutti quelli che hanno partecipato alla mia storia, l’hanno condivisa, studiata, elaborata, scritta e registrata. Piano piano non sono più un grillo parlante inascoltato. Ma siamo ancora in pochi, occorre riempire il vicolo ed estendersi a spazi più ampi. Soprattutto in sanità.

Credo anche di aver trovato un nuovo compagno di strada che ha dimostrato la sua coerenza, onestà e preparazione dimettendosi da funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver deposto davanti al tribunale di Bergamo che indaga sul primo periodo della pandemia e sulla mancanza di un piano pandemico adeguato e aggiornato. Il 13 maggio uscirà, edito da Feltrinelli, il suo libro Il pesce piccolo, una storia di virus e segreti. Lui è Francesco Zambon. È un eroe, come ben lo definiscono nella pagina Facebook “Tutti con Francesco Zambon”; lo continua a dimostrare in questi primi giorni di lancio del libro.

Nella trasmissione di Lucia Annunziata ha anticipato alcune cose, che leggeremo nel libro, semplicemente scandalose: “Ogni parola era verificata. Ma nessuno ha messo in dubbio le qualità scientifiche del lavoro, il problema è stato politico: come emerge dagli atti della procura di Bergamo, dalle chat, dalle mail, il report è stato ritirato per pressioni cinesi, principalmente”. Ed ancora: “Il Covid è stato segnalato in Cina il 31 dicembre 2019 quando l’ufficio Oms di Pechino venne a conoscenza di circa 27 casi di polmonite di eziologia sconosciuta”.

I ritardi dell’Oms e quelli dell’Italia erano stati messi nero su bianco nel report coordinato proprio da Zambon e successivamente ritirato. “Erano poche righe a pagina 2 di un lavoro collettivo. Ogni parola era verificata. Ma nessuno ha messo in dubbio le qualità scientifiche del lavoro, il problema è stato politico: come emerge dagli atti della procura di Bergamo, dalle chat, dalle mail, il report è stato ritirato per pressioni cinesi, principalmente. E poi perché si è ritenuto fosse troppo critico con l’approccio italiano. Quello dell’Oms sia stato un errore imperdonabile. E anche un campanello di allarme importantissimo. La domanda che cerco di porre è semplice: l’Oms fa politica o si occupa di salute?”. Il ministro della Salute non sapeva nulla, non ha ascoltato nemmeno lui o, peggio, nessuno lo ha informato?

Scopriremo che sono stati i cinesi a causare il danno e ad amplificarlo per i silenzi loro e dei politici italiani e mondiali? Eppure i cinesi ascoltano anche la Rai e le notizie che diffondiamo. Vogliono proprio controllarci e decidere cosa possiamo e dobbiamo dire fino alla morte? Dico spesso che sapremo solo studiando la storia nei prossimi anni che cosa è stato il Covid-19. Forse proprio una storia di virus e di segreti.