Società

Ho fatto il vaccino il 20 marzo in Lombardia, ma nel sistema non risulta. È ora di cambiarlo?

La seconda Pasqua con il coronavirus è passata, cosa è cambiato?

Secondo me ben poco, a cominciare proprio dalla mia regione, la Lombardia. Certo, il virus ha allentato un po’ la sua presa in tutto il mondo ed anche in Italia, dove il personale sanitario ha ottenuto la candidatura al premio Nobel per il loro impegno che continua.

Ma la politica, quella che gestisce la salute dei cittadini cosa ha fatto di reale?

Ha cambiato governo nazionale il cui presidente del Consiglio è stato scelto dalla politica e non si è presentato alle elezioni, come il precedente (e come troppi ormai). Ci aspettavamo tutti da Draghi una reale svolta ed una apertura a nuove idee, a reali cambiamenti. Finora abbiamo ancora chiusure a colori, scuole chiuse, maschere pur non essendo carnevale. Insomma tutto uguale come nel 2020.

A livello di governo locale invece abbiamo avuto un ricambio per l’assessorato della Sanità con l’arrivo della Moratti che ha accumulato in poco tempo un errore dietro l’altro tanto da farci rimpiangere il mio vicino di casa Giulio Gallera. Entrambi spariti nella nebbia che ormai non è più densa come la scighera vera milanese.

La politica ha parlato per tutto l’anno fra due resurrezioni ma non ha detto nulla per far rinascere i cittadini.

Poi ci sono stati i virologi che hanno invaso le televisioni ed i nostri occhi. Anch’essi non ci hanno detto nulla. O meglio hanno detto troppo per emergere dal buio dei laboratori dove avrebbero forse occupato meglio il loro tempo. Una voce sola ci avrebbe aiutato invece di tante che hanno costruito veri e propri gruppi di “fedeli” come i tifosi di squadre di calcio tristemente solitarie in monumenti di cemento.

Nella confusione generale il virus continua a destreggiarsi ed a dribblarci.

Non abbiamo potuto contare su capi di governo, su assessori alla Salute, su virologi.

Da qualche mese, ma anche qui stiamo dando tempo al nostro nemico per difendersi, habemus – non sempre e non in modo sempre sicuro – l’arma vaccinale. Solo i libri di storia ci diranno alla fine cos’è il Covid.

Io ho fatto la prima dose di vaccino il 27 febbraio e la seconda il 20 marzo ma, nel momento in cui sto scrivendo, il mio certificato vaccinale è dato solo da un piccolo pezzetto di carta scritto a mano. Quello ufficiale regionale riporta solo la prima dose. Perché il fascicolo sanitario non è ancora aggiornato. Non è mica History Health (il mio progetto, più volte raccontato qui sul blog, ndr) che deve essere obbligatoriamente aggiornato in presenza del paziente che si autentica insieme all’operatore sanitario.

Caro Draghi, cara Moratti la “nuova” sanità deve partire da cose come History Health per far comprendere al cittadino che il cambiamento vero è in atto, che qualche politico lo desidera e che non si ferma solo alla difesa delle poltrone e dei voti ahimè di qualunque partito. Ovviamente il lavoro vero è un grattacielo enorme da costruire e da scalare.

Nel mio piccolo questo anno non è trascorso invano. Ho completato un trittico. Due scritti: i libri “Vicolo degli onesti” e “Il grillo parlante, in difesa della sanità pubblica”;un audio: il podcast “Vicolo degli onesti” su Spotify; un video: il docufilm “Vicolo degli onesti” a breve on demand.

Un vero e proprio percorso per raccogliere donne e uomini verso il bene comune.