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Madrid, neonazi spagnoli marciano per chi ha combattuto con Hitler: “Il nemico è sempre l’ebreo”. Aperta inchiesta

In 300 hanno sfilato sabato fino al cimitero dell’Almudena per rendere omaggio alla Divisione Blu, i franchisti a fianco del Fuhrer. La manifestazione è stata scandita da proclami contro gli ebrei e da inviti a non rispettare le misure anticovid. Condanna dell'estrema destra di Vox, considerata "nemica" dai neonazi spagnoli: "No all'antisemitismo". La magistratura indaga

“Il nemico resta sempre lo stesso, l’ebreo, solo che ha maschere diverse”. Isabel Peralta è diventata negli ultimi giorni il volto del neonazismo spagnolo, a soli 18 anni. Il 13 febbraio circa 300 estremisti hanno marciato dalla stazione metro di Ascao, a Madrid, al cimitero dell’Almudena, per rendere omaggio alla Divisione Blu, gli spagnoli che hanno combattuto con Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. L’agenzia russa Ruptly ha girato un video con i principali interventi dell’atto, ricondiviso due giorni dopo dal sito lamarea.com. La comunità autonoma è finita sotto accusa, mentre la magistratura è già al lavoro per identificare i responsabili.

L’evento è stato convocato dai principali organi neonazisti e neofascisti come la Gioventù Patriota, Spagna2000 e La Falange, rappresentata dal suo leader Manuel Andrino. Si svolge ininterrottamente dal 2007, secondo quanto hanno affermato alcune associazioni, sempre nello stesso periodo, che corrisponde all’anniversario della battaglia di Krasny Bor, dove nazisti e franchisti hanno combattuto insieme contro i sovietici nel 1943. Nei video si può ascoltare la folla intonare una versione falangista di Fischia Il Vento, che i soldati spagnoli scelsero come inno mentre erano sotto gli ordini di Hitler. Riuniti nei pressi del monumento che celebra i caduti della Divisione Blu, i presenti hanno deposto una corona di fiori e ascoltato alcuni interventi, come quello di Peralta.

Ma non solo, perché con lei c’erano anche altre personalità, tra cui un sacerdote, non ancora identificato dalla magistratura: “Il marxismo, come ieri, continua a turbare la pace della nostra società e del nostro spirito e, soprattutto, a turbare colui che è il principe della pace, nostro signore Gesù Cristo”, ha dichiarato. Non è mancato l’invito a non rispettare le regole anticovid, pronunciato da Ignacio Menéndez, avvocato dell’estremista di destra Carlos García Juliá, coautore nel 1977 del massacro di Atocha, dove morirono cinque persone: “C’è bisogno che non rispettiate il coprifuoco, che vi riuniate con i vostri familiari e i vostri amici, che siate più di sei come qui oggi, che vi abbracciate, che cantiate, che viviate allegri. Perché il fascismo è allegria”.

Vox, la formazione di estrema destra che governa Madrid con i popolari e Ciudadanos, è intervenuta per commentare l’accaduto in due occasioni. Il portavoce all’Assemblea della capitale, Iñigo Méndez de Luna, ha difeso il diritto a manifestare senza pronunciarsi sui proclami antisemiti, prima di essere smentito dalla leader regionale Rocío Monasterio: “La comunità ebraica ha tutto il nostro appoggio nella denuncia e nella condanna dell’antisemitismo. Speriamo che la giustizia agisca e che questi fatti siano puniti in maniera decisa”. Anche la stessa Isabel Peralta, sul suo account twitter, sospeso perché denso di messaggi omofobi e razzisti, ha specificato la differenza tra i neonazisti e il partito di Santiago Abascal: “Loro sono sionisti, capitalisti e costituzionali. Noi no”. Durante la manifestazione, uno degli organizzatori ha voluto rivendicare la loro autonomia considerando i popolari e Vox come “nemici”.

La comunità ebraica ha condannato l’accaduto attraverso i suoi canali e l’ambasciatrice di Israele in Spagna, Rodica Radiam Gordon, ha definito i proclami antisemiti “ripugnanti”. Il governo regionale ha incoraggiato la magistratura a indagare sugli attacchi antisemiti per capire se possano costituire delitto di odio, che in Spagna viene punito con una detenzione che va da uno a quattro anni. La magistratura ha chiesto tutta la documentazione relativa per capire perché sia stato autorizzato un atto neonazista, senza il rispetto delle misure di distanziamento sociale e senza la presenza delle forze dell’ordine.