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Inflazione, primo segno più dopo 8 mesi di cali. I rincari dei beni energetici spingono i prezzi

Su base annua aumentano i prezzi di abbigliamento, calzature e beni alimentari. I rincari soprattutto nel Mezzogiorno, Napoli, Palermo e Bari tra le città con gli incrementi più forti

A gennaio i prezzi al consumo hanno ricominciato a crescere dopo 8 mesi consecutivi di cali su base annua. In base ai dati definitivi dell’Istat, i prezzi registrano un aumento medio dello 0,4% rispetto al gennaio 2020 e dello 0,7% rispetto a dicembre. Il cosiddetto “carrello della spesa”, ossia l’indice che misura solo i prezzi dei beni acquistati con maggior frequenza delle famiglie, segna un + 0,4% su base annua (in rallentamento rispetto al + 0,6% di dicembre). L’inflazione acquisita per il 2021, vale a dire il dato che si avrebbe a fine anno se negli altri 11 mesi i prezzi non registrassero nessuna variazione, è di + 0,6%.

Le città dove i prezzi hanno fatto segnare l’aumento più marcato sono Bolzano e Perugia (+ 1%), seguite da Napoli (+ 0,7%), Palermo (+ 0,6%), Bari (+ 0,5%). Più modesti i rincari a Genova (+ 0,3%), Bologna, Firenze e Torino (+ 0,2%). Milano si ferma a un modesto + 0,1%, prezzi invariati a Roma, in lieve calo ad Aosta e Verona. I prezzi sono aumentati soprattutto nel Mezzogiorno (+ 0,6%), meno al Nord (+ 0,3%) e al Centro (+ 0,2%).

la ripresa dei prezzi è data soprattutto dalla ripresa dei beni energetici che in gennaio sono aumentati del 3,1% nell’ultimo mese. In deciso rialzo i prezzi di abbigliamento e calzature (+ 5,2% rispetto al gennaio 2020), bar alberghi e ristoranti segnano un + 1,1%, gli alimentari + 0,6%. In discesa viceversa i prezzi medi dei trasporti (- 1,7%), delle bollette di acqua, gas ed elettricità (- 0,5%) e delle comunicazioni (- 3,9%).