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Comunali Roma, Virginia Raggi chiede di far votare la sua candidatura su Rousseau: “Basta ambiguità, si dia voce alla base M5s”

La prima cittadina in un post su Facebook reagisce alle voci di una possibile alleanza progressista tra Cinquestelle, Pd e Leu già alle prossime elezioni capitale: "Lo scorso anno, mi sono candidata in piena trasparenza. Vorrei la stessa chiarezza da parte di tutti e non leggere retroscena. Il mio pensiero va anche a Giuseppe Conte che stimo"

Virginia Raggi vuole blindare la sua candidatura a sindaca di Roma con un voto su Rousseau. A più di 7 mesi dalla mossa con cui aveva anticipato la sua intenzione di correre nuovamente per il Campidoglio, Raggi rilancia con un post su Facebook: “È il momento che la base M5S si esprima sulla mia candidatura a Roma. Basta ambiguità e giochi di palazzo. Credo che, a poco più di tre mesi dal voto, sia un atto dovuto soprattutto nei confronti dei cittadini: siamo tutti ormai stanchi dei giochetti da vecchia politica“, scrive la sindaca. La corsa alle elezioni capitoline del 2021 sta entrando nel vivo e presto potrebbero arrivare i nomi di centrosinistra e centrodestra: il Pd potrebbe puntare sull’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e spera così di riunire la coalizione giallorossa.

La sindaca in carica però chiede di giocare a carte scoperte: “Lo scorso anno, mi sono candidata in piena trasparenza. Vorrei la stessa chiarezza da parte di tutti e non leggere retroscena o assistere, come avviene ormai da anni, a trame di potere volte a isolare chi è scomodo… Il mio pensiero va anche a Giuseppe Conte che stimo”, scrive Raggi. Il nome dell’ex premier è stato invocato da più parti come mediatore. ” Lo ripeto: basta ambiguità. Se qualcuno ha altri piani sulla città, lo dica apertamente“, si legge ancora nel post. Poi la sindaca M5s conclude: “Si dia voce alla base. Intendiamoci: no a formule arzigogolate ma un voto netto sulla mia candidatura a Roma. Gli strumenti ci sono. La scelta alle persone”.

Il post di Raggi riceve l’appoggio di chi critica la linea del M5s dell’ultimo periodo e in particolare l’appoggio al governo Draghi: “Io da cittadino, ti ho sempre sostenuta e ti sostengo ancora”, commenta Alessandro Di Battista. “Concordo pienamente: basta ambiguità”, scrive anche la senatrice M5s Barbara Lezzi rilanciando il post. In merito alle voci di un pressing per far arretrare la prima cittadina in favore di un candidato unitario di Pd-5s e Leu si esprimo anche i consiglieri capitolini Cinquestelle: Paolo Ferrara chiede “trasparenza e chiarezza da parte del M5s sulla sua candidatura”. “Le stanno tentando tutte per non far ricandidare Virginia Raggi alle prossime elezioni – scrive il collega Angelo Diario sempre su Fb – Sembra proprio che sia un’ossessione: chiunque, ma non lei. Non vi preoccupate, noi andiamo avanti”. Per Daniele Diaco, altro consigliere pentastellato, sono “false e pretestuose le (dis)informazioni secondo cui Roberto Gualtieri sarebbe il candidato su cui starebbero puntando di comune accordo il M5s, il Pd e Leu”.

All’interno del Campidoglio però c’è anche chi, sempre tra i Cinquestelle, spinge per un alleanza progressista alle prossime comunali sul modello del Conte 2: “Basta con votazioni ad personam. A Roma serve gettare le basi per un’alleanza fondata sui temi e non sulle persone, che possa garantire continuità amministrativa per gli anni a venire”, sostiene Donatella Iorio. “Il Movimento esca dallo stallo e decida se portare avanti anche a livello locale il percorso avviato con il governo Conte 2 e già votato su Rousseau nel 2019″, aggiunge. “Mentre ci sono persone di buona volontà che stanno cercando di porre le basi per coinvolgere le forze progressiste al fine di proporre una soluzione a lunga scadenza per la nostra città, sulla spinta del lavoro fatto a livello di governo nazionale, altri mettono la propria persona avanti a qualsiasi ipotesi alternativa”, sostiene anche Marco Terranova. “Si apra da domani un tavolo politico su Roma della coalizione progressista insieme al M5s che possa proseguire la strada intrapresa dal secondo Governo Conte”, chiede Angelo Sturni.