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Trump dice addio al sindacato che voleva espellerlo: la lettera di un bimbo mai cresciuto

Dopo i disordini del 6 gennaio a Capitol Hill, la Screen Actors Guild, Confederazione americana degli artisti televisivi e radiofonici (Sag-Aftra), si apprestava a valutare il comportamento tenuto del suo associato, Donald Trump, nel corso degli ultimi mesi e, il 19 gennaio, la direzione del sindacato affidava al comitato disciplinare una decisione in seguito alle violazioni del regolamento sottoscritto da tutti gli associati. In particolare le accuse rivolte a Trump menzionavano il suo ruolo nell’incitare l’attacco al Campidoglio e nel sostenere una sconsiderata campagna di disinformazione volta a screditare e, in ultima analisi, minacciare la sicurezza dei giornalisti, molti dei quali membri del Sag-Aftra.

Le gravi accuse avrebbero comportato l’espulsione dal sindacato, ma il provvedimento del comitato disciplinare, previsto per il 5 febbraio, non è stato necessario perché Gabrielle Carteris, presidente del Sag-Aftra, ha ricevuto il 4 febbraio una sobria lettera di dimissioni da parte dall’accusato:

Signora Carteris,

le scrivo oggi in merito alla cosiddetta audizione della Commissione Disciplinare finalizzata alla revoca della mia iscrizione al sindacato. Chi se ne frega! Non ho familiarità con il suo lavoro, ma sono molto orgoglioso del mio lavoro in film come Home Alone 2, Zoolander e Wall Street: Money Never Sleeps; e programmi televisivi tra cui The Fresh Prince of Bel-Air, Saturday Night Live e, naturalmente, uno degli show di maggior successo nella storia della televisione, The Apprentice, per citarne solo alcuni!

Ho anche aiutato molto il business della televisione via cavo (che si diceva fosse una piattaforma in via di estinzione cui restava poco da vivere, fino a quando non sono entrato in politica io) e ho creato migliaia di posti di lavoro in reti come Msnbc e Fake News Cnn e in molte altre. Il che mi porta al suo palese tentativo di attirare gratuitamente l’attenzione dei media per distrarli dal vostro triste primato come sindacato. La sua organizzazione poco ha fatto per i suoi membri e niente per me – a parte incassare quote e promuovere politiche pericolose e idee anti-americane – come è evidente dai vostri altissimi tassi di disoccupazione e dalle cause intentate da attori famosi che hanno persino registrato un video chiedendo: “Perché il sindacato non combatte per me?”.

Desidero non essere più socio del suo sindacato. La presente per informarla delle mie immediate dimissioni da Sag-Aftra. Non avete fatto niente per me. Saluti,

Donald J. Trump

Il testo è stato reso pubblico e ha fatto il giro del web suscitando curiosità per il suo stile irrituale, venato da influenze risalenti al periodo in cui il piccolo Donnie era iscritto alla scuola materna della Kew-Forest School, a New York, nel quartiere di Queens: “E chi se lo dimentica? Era testardo e determinato – ha spiegato una delle sue vecchie maestre – stava lì seduto con le braccia conserte, con quell’aria scontrosa, come se volesse sfidarti a dire qualcosa che non fosse di suo gradimento”. Trump rimase alla Kew-Forest fino alla seconda media, quando i genitori, preoccupati per il suo comportamento, lo trasferirono alla New York Military Academy: pare inutilmente, perché l’autore della lettera di dimissioni corrisponde pienamente al ritrattino di Donnie delineato dalla sua vecchia maestra d’asilo.

La risposta della presidente del sindacato non si è fatta attendere ed è stata molto concisa: “Grazie!” . Il Consiglio nazionale Sag-Aftra si è invece riunito sabato scorso in videoconferenza Zoom e ha approvato una risoluzione che respinge preventivamente qualsiasi potenziale domanda di riammissione da parte dell’ex membro Donald J. Trump.