Politica

Quante scuse ci vorrebbero oggi a Renzi?

Ora possiamo dirlo con assoluta certezza. L’unica e ripetuta scusa per cercare di evitare la caduta del Governo Conte, ossia l’emergenza Covid, era una colossale balla. Come direbbe Fantozzi: una cagata pazzesca. Oggi, invece, sono diventati quasi tutti Draghetti ma solo 5 giorni fa il racconto di una buona fetta della stampa e dei fantomatici opinionisti era completamente diverso.

La frase ossessivamente ripetuta, come inculcata da una setta, era la seguente: “questa crisi di Governo in piena emergenza Covid è incomprensibile”. E di seguito: “Renzi è un irresponsabile”. Su questi due semplici punti Conte, il Pd e il Movimento 5Stelle hanno imperversato sulle tv e sui giornali nel dipingere Renzi e Italia Viva come il nemico pubblico numero uno dell’Italia. Nemico da abbattere in ogni modo.

Quasi tutti, poi, se costretti ad analizzare i contenuti e gli argomenti affermavano che il Governo Conte era effettivamente in ritardo ma in ogni caso con l’emergenza sanitaria in atto la crisi di Governo non era possibile. Una campagna di odio personale mai vista prima. E mentre Conte con i suoi sodali cercavano “responsabili” in Senato da acquisire, Matteo Renzi continuava in solitario a cercare di spiegare che un Governo migliore era possibile.

Ed eccoci ai giorni nostri. La bolla della finzione e del racconto falsato è scoppiata con una velocità che molti ancora non riescono a capacitarsi e a capire. Il Presidente Mattarella lo scorso martedì ha senza indugio e con lucidità riconosciuto che una maggioranza politica non esisteva più e ha dato l’incarico a Mario Draghi. Il Presidente della Repubblica è stato l’antidoto ad un incantesimo del populismo orchestrato da Casalino e sostenuto da una buona fetta di sistema dell’informazione.

Per il solo fatto che Draghi abbia ricevuto l’incarico, la Borsa ha avuto risultati positivi e lo spread è sceso ai minimi storici. Ma non basta, il nome di Draghi ha obbligato tutti a fari i conti con la realtà. E mentre Casalino e Conte, scioccati dagli avvenimenti, cercavano ancora il modo per rimanere a Palazzo Chigi, ipotizzando la mancata fiducia al governo Draghi, l’Italia si svegliava improvvisamente dal lavaggio collettivo del cervello. E d’incanto Draghi risultava già più gradito e popolare del Conte.

Insomma, in soli 5 giorni è cambiato tutto lo scenario politico italiano. Per prima cosa si è capito che la democrazia e le critiche politiche possono essere fatte anche durante l’emergenza sanitaria.
Chi ha continuamente utilizzato l’argomento Covid per nascondere i veri problemi del Governo dovrebbe chiedere scusa e forse dovrebbe fare meglio il proprio lavoro.

Abbiamo assistito a giornalisti diventati solamente tifosi e non raccontatori oggettivi della realtà.
Tempo utilizzato male e contro i veri interessi della nostra società. Pian piano che i giorni stanno passando, l’effetto Draghi e di liberazione sta prendendo plasticamente forma. In un solo colpo il populismo anche quello giornalistico sta diventando comprensibile a molti. E ancor oggi il Pd, i Grillini e Conte non hanno capito quello che è successo e che Mattarella ha detto. Troppo impegnati ad odiare Renzi non si stanno accorgendo che il mondo è completamente cambiato.

Draghi ha ottenuto un incarico per formare un Governo di alto profilo istituzionale senza colori politici. Invece, i grillini e il Pd hanno detto tutto e il contrario di tutto. Irrituale e secondo me un grave sgarbo istituzionale lo ha commesso Conte qualche giorno fa. Una conferenza stampa ridicola anche nei modi, dove un premier dimissionario ha chiesto che il nuovo Governo Draghi sia un governo politico. Il tutto a consultazioni aperte. Una degna scena finale del Governo Conte.

L’Italia si sta accorgendo sempre di più in che mani eravamo. E leggere le dichiarazioni dei grillini e del Pd in questi giorni fa capire il loro vero interesse, ossia provare in ogni modo a tenere una poltrona. Conte che dice di non voler incarichi di governo, fa ridere solamente così.

Insomma, ora tutti guardano a Draghi e si rendono conto che la competenza al governo si può avere e pretendere. Lo avevamo detto, il tempo è galantuomo e sta accadendo velocemente. Ma quante scuse ci vorrebbero oggi a Renzi? Quello che voleva poltrone per sé, quello che era irresponsabile, quello che tanto non sarebbe andato mai fino in fondo, quello antipatico e meno popolare. E invece quanti grazie ci vorrebbero per la Bellanova, la Bonetti e per Ivan Scalfarotto? Persone che hanno rinunciato alle loro poltrone per evidenziare i limiti del governo Conte. E quanti grazie ci vorrebbero al gruppo di Italia Viva al Senato e alla Camera? Che hanno tenuto duro agli insulti e al mercato delle vacche.

La politica quando fatta veramente con passione e ideali questo insegna. La forza delle idee questo regala. Non tutti oggi lo riconosceranno ma anche per questo ci sarà tempo. L’ultima considerazione ai vecchi amici Pd che per seguire il copione di Casalino hanno rinnegato e offeso Renzi. Anche in politica, come diceva Totò, esistono gli uomini, i mezzi uomini e i quaquaraquà. Ad ognuno il suo.