Politica

Crisi di governo, l’errore (non previsto) è del Pd. E ne pagheremo tutti le conseguenze

di Giulio Angelini

Il Pd ha fatto un errore sicuramente non previsto, data la sua arroganza e il suo cinismo: ha pensato che l’elettore comune, cioè quello che vota sulla base di quello che legge, che vede, e che sente sui media, non avrebbe capito le manovre di Palazzo.

Non bisogna aver letto la storia della sinistra o tomi di filosofia politica per capire che il Pd ha smarrito completamente la strada; che non avendo più una sua identità si appoggia a forze politiche, che, invece, una visione chiara ce l’hanno eccome: Forza Italia in primis. Il Pd gioca una partita difficilissima tra equilibri insani, e più si agita e più fa il gioco del nemico.

L’elettore ha capito che potrebbe esserci stato un accordo con Italia Viva che poi ha scatenato l’inferno, per arrivare ad un Conte-ter (dopo tutta una serie di teatrini atti a confondere) e ad un rimpasto, nascondendo nella bagarre il siluramento di Alfonso Bonafede. Perché anche il Pd non vuole la riforma, non la vuole con tutte le sue forze.

Solo pochi nel Pd hanno capito questa deriva catastrofica, mentre tutti gli altri sono affetti da cecità politica o peggio da calcoli personali. Sottovalutano l’elettore che ha invece capito che i dem predicano bene e razzolano male, e che alla fine pagheranno salato la loro inedia, intesa non come astensione dal cibo, ma come incapacità di comprensione dei problemi dei cittadini. Sono disposti persino ad ingoiare Silvio Berlusconi presidente della Repubblica pur di non fare un’autoanalisi coraggiosa e sincera.

Saranno puniti dai loro elettori che, immagino, in questo momento hanno gli occhi sbarrati per la paura. Ma ne pagheremo tutti le conseguenze perché il disfacimento del Pd spalancherà le porte alle destre, quelle stesse destre che lo hanno spinto furbescamente e silenziosamente alla sua estinzione.

Il Pd ha avuto la possibilità di guardare a sinistra quando è nato il M5s, invece lo ha osteggiato, irriso e addirittura rifiutato come compagno di legislatura nel 2018. A mio parere il M5s sarà acerbo, sarà sognatore, ma sicuramente ha a cuore i cittadini e le loro esistenze, e il Pd (almeno la sua parte sana) dovrebbe riflettere, perché sono convinto che i suoi elettori vogliono un’Italia pulita, scevra da orribili giochi di potere.

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