Mondo

Coronavirus, trovata in Argentina la “variante Rio de Janeiro”: era stata localizzata in Brasile a ottobre

"Fra le sei mutazioni che contempla - ha spiegato Josefina Campos, ricercatrice dell’Istituto Anlis-Malbrán - ce n'è una che è la proteina spike che riduce gli effetti neutralizzanti degli anticorpi monoclonali e del plasma di pazienti convalescenti"

In Inghilterra preoccupa la variante inglese, responsabile dell’aumento dei contagi delle ultime settimane, e gli esperti sono anche alle prese con lo studio della mutazione sudafricana. E ora un ulteriore ceppo del coronavirus arriva dall’Argentina, che ha confermato di avere identificato in persone contagiate nel Paese la presenza di casi ricollegabili alla ‘variante di Rio de Janeiro’, configuratasi come una nuova mutazione del Sars-Cov-2.

“A seguito del sequenziamento degli ultimi genomi avvenuto in novembre e dicembre – ha confermato Josefina Campos, ricercatrice dell’Istituto Anlis-Malbrán – ne abbiamo trovato uno in cui abbiamo potuto identificare le sei mutazioni corrispondenti alla variante di Rio de Janeiro”. Questa mutazione – derivata dal genere B.1.1.28 – è stata localizzata in Brasile dall’ottobre scorso. Al riguardo Campos ha spiegato che “fra le sei mutazioni che contempla, ce n’è una che è la proteina spike che riduce gli effetti neutralizzanti degli anticorpi monoclonali e del plasma di pazienti convalescenti”.

Lo studio delle varianti è realizzato in Argentina con la tecnologia di ultima generazione ‘Illumina CovidSeq test’ che rileva il Sars-CoV-2 con i tamponi nasali, rinofaringei e orofaringei di pazienti con sospetto contagio da Covid-19.