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Vaccini, Governo e Cts preoccupati per i ritardi. Italia Viva: “Serve piano chiaro”. Per la ‘fase 2’ 1.500 siti, prenotazioni anche via app

Durante il vertice convocato da Conte con i capidelegazione, fonti del partito di Matteo Renzi dettano alle agenzie un virgolettato pronunciato dalla ministra delle Politiche agricole per lamentarsi anche del piano vaccinale. Il viceministro della Salute prova a disinnescare: "Quando i vaccini saranno tutti approvati, le dosi saranno anche superiori alle esigenze della popolazione italiana". E si delinea la campagna per la somministrazione di massa

C’è apprensione anche nel governo e tra gli esperti del Comitato tecnico scientifico per i ritardi nelle procedure di vaccinazione. Secondo quanto appreso dall’Ansa, nel corso del vertice tra l’esecutivo, i capidelegazione di maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e membri del Cts per discutere delle nuove restrizioni dopo il 6 gennaio, è stato lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a manifestare preoccupazione. E anche su questo argomento non è mancato il pressing di Italia Viva: “Fare chiarezza sul piano vaccinale”, è quello che chiede la ministra Teresa Bellanova in vista della scadenza, proprio il 6 gennaio, delle misure varate dal governo per le Feste di Natale. Così in serata sono state diffuse le linee guida del piano per la “fase 2”, quella per la vaccinazione di massa, dopo le prime settimane dedicate alle categorie più a rischio. Previste prenotazioni online, con app e sms, numero verde o anche dietro invito via posta. Ma anche nuovi centri vaccinali in gazebo, ambulatori, palazzetti oltre ad un unico sistema informatico nazionale che dovrà raccordare quelli dei vari territori.

1.500 siti, prenotazioni via app o con sms e avvisi postali – Sono previsti in tutto circa 1.500 siti in cui verrà effettuata la vaccinazione, ma le tempistiche saranno necessariamente legate al progressivo arrivo delle dosi. Sull’individuazione dei luoghi sono al lavoro le Regioni in collaborazione con le Asl. I centri vaccinali potrebbero essere realizzati all’interno di ambulatori, stabili vari, palazzetti dello sport, padiglioni e con altre forniture che arriveranno dalla struttura del Commissario per l’Emergenza: saranno circa 1.200 che si aggiungeranno ai 294 già esistenti. La creazione di un centro informatico nazionale sarà di supporto ad alcune regioni per costituire un registro di elenchi e prenotazioni delle persone da vaccinare nella fase 2, quella – appunto – ‘di massa’. E per le prenotazioni – sia a carico degli utenti che su invito dei servizi sanitari regionali – saranno previsti sistemi innovativi, come le app e i metodi online, ma anche tradizionali come sms, telefonate o avvisi postali per le persone non in grado di prenotarsi in altro modo. Le date fissate per le somministrazioni saranno divise per scaglioni, ma ancora non è stato deciso se – all’interno delle fasce stabilite – sarà per età o lettera del cognome.

Grazie alla collaborazione di Eni e Poste Italiane sarà inoltre costituito un sistema informatico nazionale per l’anagrafe sanitaria che sopperisca alle carenze di alcuni territori tecnologicamente meno avanzati, per mettere in comunicazione tutti i database. La modalità di conservazione del vaccino sarà determinante per stabilire chi potrà somministrare le dosi: se si avrà a disposizione un siero che potrà essere conservato a temperature ‘standard’, potrebbero essere coinvolti medici di famiglia e probabilmente anche farmacie.

Renziani ancora all’attacco – I renziani usano anche questa occasione per attaccare Palazzo Chigi. Il pretesto è l’ipotesi di una modifica dei parametri dai quali dipendono gli inserimenti delle Regioni nelle varie fasce di rischio. “Ancora una volta di più oggi verifichiamo l’insufficienza del sistema sanitario, sancita dalla necessità di far scattare le Regioni arancioni o rosse con soglie di Rt più basse di quanto indicato in precedenza per evitare ulteriori criticità. E si verifica l’insufficienza e la poca chiarezza sul Piano vaccinale”, è il virgolettato della Bellanova che fonti di Italia Viva dettano alle agenzie mentre il vertice era ancora in corso. “Se si vuole uscire da questo stallo dando un messaggio chiaro ai cittadini c’è un solo modo: continuare il puntuale tracciamento e far chiarezza sul piano vaccinale“, è quello che dice la ministra per le Politiche Agricole. Che vuol dire chiarezza sul piano vaccinale? “Il solo messaggio restate in casa è evidente che psicologicamente ed economicamente ai cittadini non basta più. A fronte di un sacrificio che chiediamo alle persone, dobbiamo dare certezze. E io, per i dati che leggo, ancora ne vedo poche”, sostiene la ministra.

Per la verità sui dati sui vaccini, comunque la si voglia pensare, l’esecutivo ha messo online un sito web aggiornato in tempo reale con tutti i numeri. È evidente, dunque, che l’obiettivo dei renziani di utilizzare qualsiasi spiraglio per bombardare l’esecutivo, in attesa di capire la prossima mosta del premier. E decidere di passare dalle parole ai fatti, ritirando i ministri dal governo. In ogni caso Pierpaolo Sileri prova a fare chiarezza sulla questione sollevata dalla ministra delle Politiche agricole. “Verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili“, dice il viceministro della Salute, riferendosi al fatto che la campagna di vaccinazione appena partita e finora legata solo al vaccino Pfizer, l’unico approvato dall’Ema. “Il vaccino arriverà, ci saranno dosi scaglionate. Quando i vaccini saranno tutti approvati, le dosi saranno anche superiori alle esigenze della popolazione italiana. Verosimilmente, nel corso del primo semestre del 2021 progressivamente tutti i vaccini saranno disponibili. Fin da subito vanno protetti operatori sanitari e anziani, poi la vaccinazione procederà con il resto della popolazione”. Per la vaccinazione di tutta la popolazione, “ci sarà una rete territoriale e ospedaliera, saranno coinvolti i medici di medicina generale e i pediatri. Tutta la rete sul territorio valuterà età, comorbilità e fattori di rischio per procedere alla vaccinazione con la somministrazione di due dosi”. Il viceiministro spiega che “è nata una polemica, non credo che siamo in ritardo. O meglio, non lo dico oggi. Prima di dire che siamo partiti male aspetterei almeno una settimana, dopo l’Epifania andiamo a vedere i dati. L’ideale è consumare tutte le dosi che ci arrivano ogni settimana”.