Diritti

Giornata mondiale contro l’Aids, ‘Non riVeLabili’ lascia parlare chi certe storie le vive

Molte cose sono state dette, in questi anni, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids. E molte cose, oggi, ne saranno dette. Tutte giuste, tutte corrette. Possibilmente al di fuori della retorica che come sempre rischia di essere la cifra narrativa di ricorrenze come questa. E a me la retorica non piace.

Meglio lasciar parlare chi certe storie le vive. Ed è ciò che ha fatto il giovane attivista del comitato territoriale padovano Arcigay Tralaltro Mirco Costacurta, curando regia e sceneggiatura del cortometraggio Non riVeLabili, basato su un progetto di ricerca condotto dallo stesso Costacurta, dottorando in Scienze Sociali all’università di Padova.

Il filmato – realizzato anche con la collaborazione Commissioni per le Pari Opportunità delle città di Rovigo e di Feltre – è stato co-diretto e montato dal regista Diego De Francesco. Voce narrante e protagonista delle quattro storie è invece l’attore Gianluca Paradiso.

In un crescendo di tensione, che ci accompagna dalla paura e dalla disperazione fino alla resilienza e alla gioia di vivere, Non riVeLabili è narrazione profondamente permeata da attivismo politico e dalla voglia di riscatto da parte delle persone con Hiv. Troppo a lungo narrate come “malate”, assegnate alla categoria degli “untori” e percepite come marginali rispetto a una società “sana”.

Per questo motivo, come ricorda Mattia Galdiolo, il presidente del circolo Tralaltro, “è necessario partire da una corretta e ampia informazione, scevra da paure e pregiudizi e che sappia andare oltre gli inutili moralismi che spesso accompagnano le informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale“.

Il cortometraggio di Costacurta e De Francesco va in questa direzione. Raccontare con la diretta voce di chi vive una condizione il cui finale non è come ce lo hanno raccontato. C’è ancora vita là fuori, insomma. E ce ne è tantissima per le persone con Hiv. E come tutte le vite, può essere difficile a seconda dei momenti. Ma sempre degna di rispetto e, come in questo caso, di essere raccontata. Buona visione.