Economia

Rifiuti, per la Tari in Italia si spendono in media 300 euro per famiglia. Il rapporto: “91 euro di differenza tra nord e sud”

La regione con la spesa più alta, secondo lo studio di Cittadinanzattiva, è la Campania con 419 euro di tassa per la raccolta dei rifiuti, mentre la più economica è il Trentino Alto Adige con 193 euro. La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 58,1%: le percentuali più basse si registrano in Molise (38,4%) e in Sicilia (29,5%)

Trecento euro all’anno, come nel 2019, è la spesa media sostenuta da una famiglia nel 2020 per la tassa sulla raccolta dei rifiuti. Da nord a sud le differenze sono marcate: la regione con la spesa più alta è la Campania con 419 euro di Tari, mentre la più economica è il Trentino Alto Adige con 193 euro. Guardando alle singole città, Catania si conferma quella con la spesa più alta, 504 euro a famiglia all’anno, come nel 2019, mentre a Potenza solo 121 euro a famiglia.

Aumenti e trend – A esaminare i costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti è l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, messo a punto grazie alla rilevazione annuale dell’Osservatorio prezzi e tariffe. L’indagine prende come riferimento nel 2020 una famiglia tipo composta da tre persone e una casa di proprietà di 100 metri quadrati. In base a quanto emerge, a fronte di una tariffa media nazionale che resta invariata rispetto al 2019, a livello territoriale ci sono aumenti e diminuzioni. “Si registra un incremento”, viene spiegato, “in 10 regioni, Molise (+4,3%), Calabria (+3,4%), Umbria (+2,8%), Liguria (+2%), Lazio (+1,9%), Marche (+1,7%), Friuli Venezia Giulia (+1,6%), Trentino Alto Adige (+1,4%), Toscana (+0,8%), Piemonte (+0,7%). Mentre le tariffe sono in diminuzione in sei regioni, Abruzzo (-2,8%), Veneto (-2,2%), Sardegna (-1,5%), Sicilia (-1,4%), Puglia (-0,8%) e Campania (-0,4%). La spesa resta invariata invece in quattro, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta. Rispetto ai 112 capoluoghi di provincia presi in esame, ci sono state alcune variazioni della tariffa rispetto all’anno precedente, con un aumento in 30 capoluoghi, una diminuzione in 11. A Crotone viene segnalato l’incremento più elevato con +14,1%, a Venezia invece la diminuzione più consistente con un -16,2%.

Da Nord a Sud – A livello di aree geografiche, in media c’è una differenza di 91 euro di tariffe tra Nord e Sud del Paese: al settentrione, dove sono più basse, la media è di 258 euro (uguale rispetto al 2019), al Centro è di 304 euro (era di 299 nel 2019), al meridione, che è l’area più costosa, è di 349 euro (erano 351 nel 2019).

Raccolta differenziata – La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 58,1% (+2,6 punti percentuale rispetto al 2017), mentre il 22% finisce in discarica. A livello di aree geografiche, primeggia in raccolta differenziata anche in questo caso il Nord (67,7%) seguito dal Centro (54,1%) e Sud (46,1%). Le percentuali più elevate e al di sopra del 70% si registrano in Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%); le più basse e sotto la soglia del 40% in Sicilia (appena il 29,5%) e Molise (38,4%).